ALCUNI MIE TESTI SU ” LABORATORIPOESIA”


Alcuni miei testi , all’interno della rubrica“POETI DA LEGGERE” a cura della poetessa EMILIA BARBATOsono stati pubblicati sul sito “LABORATORIPOESIA” tenuto dalla  SAMUELE EDITORE e dal responsabile ALESSANDRO CANZIAN.

Ecco il link:

https://www.laboratoripoesia.it/dominique-villa/

Ringrazio per L’attenzione. Continua a leggere

MIE RISPOSTE A INTERVISTA


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Sul blog di IVANO MUGNAINI ieri è stata postata una sua intervista con domande specifiche nell’ambito di una sua iniziativa intitolata ” A TU PER TU; 5 domande”.

A questo link potete leggere le risposte da me date.

https://ivanomugnainidedalus.wordpress.com/2020/12/30/a-tu-per-tu-villa-dominica-balbinot/ Continua a leggere

LE CIECHE NOTTI


Durante le notti cieche
fredde ventose
di ottobre
( non erano più le belle giornate)
l’acqua scorreva tranquilla e chiara
come l’ ambra sulla tomba:
era acqua immensa nelle ombre,
su una superficie grigia calcarea distrutta..
Comparivano visi strani dimenticati, Continua a leggere

E LA TERRA ANTICA – E TERRIBILE


(In questo mare della innocenza
dove nessuno è innocente
avrei abitato in una dimora
liscia compatta
color di malva – e dolce)

E sulla terra antica e terribile
( nel bisogno di assassinio di queste città)
nell’obliqua solarità del pomeriggio

nella fioritura fuori stagione-
l’autunno perdeva un poco del suo mite calore
visto da vicino,
(e foglia dopo foglia)
con gli splendidi ingannevoli colori della morte,
nebbiosi sulle acque.
Nel -solo- lago spento,
come un santuario senza rumore,
tutte queste estati travolte,
là i campi di silenzio,
nelle ore della notte,
quel bianco bagliore,ottuso.

CAMPAGNA CROWFUNDING per CASA_MUSEO_PER_ARTISTI


https://www.gofundme.com/f/casa-museo-per-artisti

Riprendo qui- e con maggiore mia determinazione- la mia campagna di crowfunding per realizzare
ciò che ho definito” CASA-MUSEO-PER_ARTISTI , programma di cui sempre più convinta

Dai lettori auspico donazioni . qualsiasi sarà benvenuta, anzi sarò molto grata.
grazie per l’attenzione – e un saluto a voi, a ognuno.

TUTTI I NUOVI ARGOMENTI DI ANALISI CRITICA di AUGUSTO BENEMEGLIO


1 BREVE INTRODUZIONE NEL COMPLESSO DELLE CONSIDERAZIONI SULLE RACCOLTE
a )I FIORI ERANO FERMI- E IMMOBILI
b) E TUTTI QUEGLI AZZURRI FUOCHI

“L’imparagonabile dolore che nasconde solo il…dolore, ovvero la vanità di un’arte che esprime la sua stessa potente vanità.
La ballata dei segreti e della solitudine: la parola a contatto con il meraviglioso enzima dell’inverosimiglianza si affila come un diamante, gioiello orgoglioso, pura sede del mistero dell’indicibile.
C’è la Bibbia , c’è Dante , c’è Lugones e Borges,
c’è sempre un riferimento classico e il disciplinato germe di una dissimulata pena di un orrore allucinato e atroce, poiché la scrittura non è che la forma contenuta e perfetta dell’inguaribile tristezza del vivere.
Tonalità gotiche, oscurità straziata dai moti torbidi di psicologie crudeli. Nettezza di tratto, dove il caos si riordina in un cosmo sconvolto, eppure misteriosamente armonico.
Una scrittura classicamente conchiusa che descrive con raffinatezza l’abisso dell’anima.
2
Dalla silloge di Dominica “. E tutti quegli azzurri fuochi”, trascrivo una poesia che sembra PROFETICA:
PER QUELLE STRADE IRREALI DELL’ALBA.
Per quelle strade irreali della alba
c’era un solo grande silenzio
(immane estatico)
sprofondante in un vuoto immaginifico
– troppo dolce perché si potesse
sopportarlo.
E loro erano ancora tutti lì,
misteriosi ostinati ben visibili
“incancellabili”…
Del resto non è una storia inaudita-
questa-
sulla terra :
quei forzamenti
le stagnazioni magre tutte,
i -suoi- personaggi disfatti
e nell’assoluto atto,
“una simile lebbra”…
(e quel superbo inquisitore di crimini,
– nel silenzio selvaggio – Continua a leggere

PARAGRAFO 7 DELLE NUOVE NOTE DI LETTURA DI AUGUSTO BENEMEGLIO


VIRGINIA WOOLF

E che c’entra la Woolf con la Balbinot? Beh, non molto come stile di scrittura, ma come concetti, come atteggiamento verso la vita c’entra. ” Voglio avventurarmi in un’impresa, diventare diversa, tenere aperti gli occhi e lo spirito, mi rifiuto di diventare rigida e stereotipata”, così rispondeva la Woolf ai suoi critici che in realtà non l’hanno mai capita, né amata. . Gli stessi scrittori sodali del suo Gruppo , che l’avevano proclamata regina delle onde (The Waves) e dei fari , anche se – dicevano – erano racconti-capolavoro di splendida “illeggibilità” ( in sedicesimo , se volete, è quello che forse capita anche alla Balbinot), confessavano , – in privato, – di avere gusti diversi da quel tipo di scrittura.
Ma la grande scrittrice inglese aveva detto a chiare note che la vita umana si sottrae alle trame ben ordinate per fini didattici e teorie dei filosofi.
“Prendete lo spirito di un uomo qualsiasi in un giorno qualsiasi: esso riceve miriadi di impressioni di carattere banale o fantastico, alcune nebulose, altre di icastica precisione. Esse provengono da ogni parte, una pioggia inesauribile di innumerevoli atomi, che cadono giù e costituiscono la vita del lunedì o del martedì, senza vicenda, né tragedia, né storia d’amore, senza catastrofe classica né tesi scolastica né chiarezza compositiva né esposizione… Continua a leggere

PARTE 6 DELLE NUOVE ANNOTAZIONI del CRITICO e STUDIOSO AUGUSTO BENEMEGLIO



NEL BOSCO

Notte lacerata. Un grido strozzato in gola. Vesti raffinati e gesti austeri che stilizzano un’anima atterrita. Brividi irreali, sussulti di nervi scoperti, elettrizzati da energie insane…
Questo è il mondo di Ryonosuke Akutagawa, scrittore giapponese nato a Tokyo nel 1892 e ivi morto , SUICIDA, nel 1927, a soli 35 anni. Un mondo che si disegna con tonalità, verrebbe da dire a una pittrice (come lo è – anche – Villa) gotiche: un’oscurità straziata dai moti torbidi di psicologie crudeli.
Una nettezza di tratto assimilabile a quella del pittore preferito dal grande scrittore giapponese, Vincent Van Gogh, dove il caos si riordina in un cosmo sconvolto, eppure misteriosamente armonico.Dove, -dietro la forma -, una scrittura classicamente conchiusa descrive l’umanità quotidiana , o quella cupa e primitiva dei tempi antichi, ammiccando tragicamente, con raffinatezza, l’abisso.
E’ lui l’autore del racconto Rashomon , Continua a leggere

PARTE 5 ALTRE NOTE DI LETTURA di AUGUSTO BENEMEGLIO


LA BELLISSIMA DAMA

E siamo a Fedor Sologub scrittore e poeta russo nato Pietroburgo nel 1863 e morto a Leningrado nel 1927, autore del celebre “ IL DEMONE MESCHINO“, scritto nel 1905 ( ma in Italia è cominciato a circolare solo negli anni del secondo dopoguerra). Io credo che lo lessi giovanissimo nei primi anni del 1960, ma praticamente non lo compresi , era scritto in forma cupamente realistica , ma era un libro, un romanzo eminentemente simbolico, possiamo dire uno dei cardini del simbolismo. E non v’ha dubbio che la poesia della Balbinot sia soprattutto simbolica, come hanno osservato molti recensori, poi c’è anche chi parla di barocco spagnolo (?),, poesia crepuscolare (doppio sic!) , espressionistica, , romantica, gotica , che deve molto alle arti visive, al surrealismo e ,più precisamente, alla “geometria del cuore” . Si parla , giustamente, di Poe, di Benn, di Campana, di Arnold Bocklin.
Ma che c’entra Sologub?
Il mondo, ci dice questo esploratore di gorghi pschici manicheo russo, è una creazione malvagia di Dio. La materia è un vortice inesorabile che tutto risucchia e intorbida. Dietro una candida Dulcinea c’è un’immonda Aldonza. M alla dannazione di una sensualità maligna c’è il riscatto nella sfera della fantasticheria, del sogno platonico e idealistico dell’IRRAGGIUNGIBILE PUREZZA, che spesso vagheggiano i personaggi poetici di Dominique.
Come il più grande poeta dell’epoca d’argento russa, Alexsandr Blok, inseguiva disperatamente la Bellissima Dama, gemma dello Spirito , Continua a leggere

PARTE 4 DI NUOVE ANNOTAZIONI del CRITICO E STUDIOSO AUGUSTO BENEMEGLIO


Nel 1903 , August Strindberg, scrisse “Solo”, una sorta di autobiografia, la storia della solitudine di un uomo che lascia a poco a poco cadere tutti i suoi legami con la vita esterna di uno scrittore e della sua opera. La solludine è, allora, una condizione umana progettata a favore della letteratura, ma anche della musica, della pittura, della scultura, della scienza, e il protagonista , prima ancora dell’uomo dei libri , è l’uomo dell’attesa di una redenzione, che descrive la propria esistenza per mantenersi fedele all’eticità ( e al destino) di tale compito.
Questa vale per Dominica come per chiunque si senta vocato e votato alla letteratura e all’arte. “Solo” è un romanzo emblematico in tal senso. E solo significa spesso silenzio perché, come scrive Balbinot nella lirica “ L’azzurità dell’ombra”

Ci sono sempre delle cose
che accadono nel silenzio.
come la cauterizzazione sua alla vita, Continua a leggere

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