ARDEVA DA TEMPO


[…Ardeva da tempo- solitaria…]

Attraverso il rosso fitto

di quelle rose canine

nel battere – come d’ossa– dei rami ,

 e sotto quella cupola di un cielo profondo –  insensibile

( le riportava alla mente

quel lineare raggelato  azzurro

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BOZZA


…Quel giorno era intenzionata a riempire le numerose interruzioni elettriche -dovute ai sovraccarichi di in antiquato impianto limitato a pochi watt e che a ogni accensione di un ciclo completo della lavatrice si determinavano con susseguente abbassamento del salvavita e spegnimento immediato di ogni apparecchiatura -per due cose che poteva fare: continuare a leggere un libro ambientato in giamaica, e utilizzare in tablet per riportarvi osservazioni e impressioni,di quelle che piacevano a lei,non lineari ma traccheggianti e nervose,come a seguire morbosamente la medesima inteleiatura -rigida stretta che non invitava in alcun modo all’abbandono molle e sdilinquente- di quella sorta di dormouse in cui si era per la primissima volta posizionata, bassa contornata da una bella struttura a sbalzi di legno caldo e chiaro su una tappezzeria paglierina ricca di grandi rose immerse in contorsioni di fogliame ramificato. Ecco,la luce naturale proveniva dall’ unica finestra,spinta sul lato sinistro e incuneata in una sorta di vano rientrante,che la faceva parere chiusa in un restringimento ottico e obliquo: le tendine di un rosso ammattonato lasciavano intravedere un cielo biancastro e fronde ancora verdi di vari alberi ficcanti in alto. Tutto il resto della stanza si presentava chiuso Continua a leggere

LE ANNOTAZIONI brano breve


LE ANNOTAZIONI

LE ANNOTAZIONI
Dopo la accelerata germoglianza di alberi arbusti e rami le due giornate di forte abbassamento delle temperature  ha come striminzito le efflorescenze e le duplicazioni dei germogli,come se ci fosse stato una ghiacciazione con indurimento interno. Una specie di innervamento bruciante che asciugasse la potente linfa riducendola a qualcosa di miserabile, di troncato al nascere ,uno sbiadimento reticolare e pervasivo, alcune foglioline erano  ora appiattite come essiccate e  vi si osservava una filigrana, una sorta di radiografia.Quella mattina poi aveva osservato numerose escavazioni nelle varie aiuole, un sommovimento maligno con tracce e rimasugli  di tuberi e fogliame, una completa distruzione di non sapeva quali animalacci notturni. Gli anni precedenti ne aveva già notato lo scempio e questa volta al primo accenno di possibile incursione  aveva cercato di ovviare con delle coperture  strampalate su quei giacinti magnifici dal profumo stordente ,alti svettanti nel loro viola accentuato: niente , di loro ora non rimaneva nulla solo piccoli lacerti sottilissimi li sul terreno mosso. Come una piaga pesticciata,un segno morboso che l’aveva fatta perfino piangere.

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ALCUNI MIE TESTI SU ” LABORATORIPOESIA”


Alcuni miei testi , all’interno della rubrica“POETI DA LEGGERE” a cura della poetessa EMILIA BARBATOsono stati pubblicati sul sito “LABORATORIPOESIA” tenuto dalla  SAMUELE EDITORE e dal responsabile ALESSANDRO CANZIAN.

Ecco il link:

https://www.laboratoripoesia.it/dominique-villa/

Ringrazio per L’attenzione. Continua a leggere

MIE RISPOSTE A INTERVISTA


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Sul blog di IVANO MUGNAINI ieri è stata postata una sua intervista con domande specifiche nell’ambito di una sua iniziativa intitolata ” A TU PER TU; 5 domande”.

A questo link potete leggere le risposte da me date.

https://ivanomugnainidedalus.wordpress.com/2020/12/30/a-tu-per-tu-villa-dominica-balbinot/ Continua a leggere

LE CIECHE NOTTI


Durante le notti cieche
fredde ventose
di ottobre
( non erano più le belle giornate)
l’acqua scorreva tranquilla e chiara
come l’ ambra sulla tomba:
era acqua immensa nelle ombre,
su una superficie grigia calcarea distrutta..
Comparivano visi strani dimenticati, Continua a leggere

E LA TERRA ANTICA – E TERRIBILE


(In questo mare della innocenza
dove nessuno è innocente
avrei abitato in una dimora
liscia compatta
color di malva – e dolce)

E sulla terra antica e terribile
( nel bisogno di assassinio di queste città)
nell’obliqua solarità del pomeriggio

nella fioritura fuori stagione-
l’autunno perdeva un poco del suo mite calore
visto da vicino,
(e foglia dopo foglia)
con gli splendidi ingannevoli colori della morte,
nebbiosi sulle acque.
Nel -solo- lago spento,
come un santuario senza rumore,
tutte queste estati travolte,
là i campi di silenzio,
nelle ore della notte,
quel bianco bagliore,ottuso.

CAMPAGNA CROWFUNDING per CASA_MUSEO_PER_ARTISTI


https://www.gofundme.com/f/casa-museo-per-artisti

Riprendo qui- e con maggiore mia determinazione- la mia campagna di crowfunding per realizzare
ciò che ho definito” CASA-MUSEO-PER_ARTISTI , programma di cui sempre più convinta

Dai lettori auspico donazioni . qualsiasi sarà benvenuta, anzi sarò molto grata.
grazie per l’attenzione – e un saluto a voi, a ognuno.

TUTTI I NUOVI ARGOMENTI DI ANALISI CRITICA di AUGUSTO BENEMEGLIO


1 BREVE INTRODUZIONE NEL COMPLESSO DELLE CONSIDERAZIONI SULLE RACCOLTE
a )I FIORI ERANO FERMI- E IMMOBILI
b) E TUTTI QUEGLI AZZURRI FUOCHI

“L’imparagonabile dolore che nasconde solo il…dolore, ovvero la vanità di un’arte che esprime la sua stessa potente vanità.
La ballata dei segreti e della solitudine: la parola a contatto con il meraviglioso enzima dell’inverosimiglianza si affila come un diamante, gioiello orgoglioso, pura sede del mistero dell’indicibile.
C’è la Bibbia , c’è Dante , c’è Lugones e Borges,
c’è sempre un riferimento classico e il disciplinato germe di una dissimulata pena di un orrore allucinato e atroce, poiché la scrittura non è che la forma contenuta e perfetta dell’inguaribile tristezza del vivere.
Tonalità gotiche, oscurità straziata dai moti torbidi di psicologie crudeli. Nettezza di tratto, dove il caos si riordina in un cosmo sconvolto, eppure misteriosamente armonico.
Una scrittura classicamente conchiusa che descrive con raffinatezza l’abisso dell’anima.
2
Dalla silloge di Dominica “. E tutti quegli azzurri fuochi”, trascrivo una poesia che sembra PROFETICA:
PER QUELLE STRADE IRREALI DELL’ALBA.
Per quelle strade irreali della alba
c’era un solo grande silenzio
(immane estatico)
sprofondante in un vuoto immaginifico
– troppo dolce perché si potesse
sopportarlo.
E loro erano ancora tutti lì,
misteriosi ostinati ben visibili
“incancellabili”…
Del resto non è una storia inaudita-
questa-
sulla terra :
quei forzamenti
le stagnazioni magre tutte,
i -suoi- personaggi disfatti
e nell’assoluto atto,
“una simile lebbra”…
(e quel superbo inquisitore di crimini,
– nel silenzio selvaggio – Continua a leggere

PARAGRAFO 7 DELLE NUOVE NOTE DI LETTURA DI AUGUSTO BENEMEGLIO


VIRGINIA WOOLF

E che c’entra la Woolf con la Balbinot? Beh, non molto come stile di scrittura, ma come concetti, come atteggiamento verso la vita c’entra. ” Voglio avventurarmi in un’impresa, diventare diversa, tenere aperti gli occhi e lo spirito, mi rifiuto di diventare rigida e stereotipata”, così rispondeva la Woolf ai suoi critici che in realtà non l’hanno mai capita, né amata. . Gli stessi scrittori sodali del suo Gruppo , che l’avevano proclamata regina delle onde (The Waves) e dei fari , anche se – dicevano – erano racconti-capolavoro di splendida “illeggibilità” ( in sedicesimo , se volete, è quello che forse capita anche alla Balbinot), confessavano , – in privato, – di avere gusti diversi da quel tipo di scrittura.
Ma la grande scrittrice inglese aveva detto a chiare note che la vita umana si sottrae alle trame ben ordinate per fini didattici e teorie dei filosofi.
“Prendete lo spirito di un uomo qualsiasi in un giorno qualsiasi: esso riceve miriadi di impressioni di carattere banale o fantastico, alcune nebulose, altre di icastica precisione. Esse provengono da ogni parte, una pioggia inesauribile di innumerevoli atomi, che cadono giù e costituiscono la vita del lunedì o del martedì, senza vicenda, né tragedia, né storia d’amore, senza catastrofe classica né tesi scolastica né chiarezza compositiva né esposizione… Continua a leggere

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