DI QUEL MISERERE


Cosa dalla propria linfa tolta
– lungo le coste dissossate dall’Onda-
nella funeraria furia
di un miserere slacrimato
sversata sono ,
giù nello sprofondo- e nella sepsi- Continua a leggere

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L’ULTIMO GIORNO


Indossò la sottoveste dal colore violaceo con piccoli movimenti leggeri e armoniosi, con un che di snervato.
Si preannunciava una giornata ordinaria, di coordinate azioni casalinghe, di efficientismo produttivo. Dopo aver terminato la vestizione,si spazzolò la bella chioma argentea dai metallici riflessi azzurrini.
Subito dopo iniziò a lavorare, c’era sempre qualcosa da fare, la polvere si infilava dappertutto, bisognava sprimacciare i cuscini, riordinare il tutto, lavare i pavimenti, solo dopo preparava la colazione per lei: non aveva orari, aveva imparato a non averne, a respirare un poco tra un impegno e l’altro. Continua a leggere

SENTO UN CORPO


Dai rovesciati visceri
sibilla a divinare
sento un corpo
– einer korper-
nel suo momento consumativo,
al compimento delle Solitudini, Continua a leggere

EUCARESTIA PROFANA


Alle strette,
obnubilata
da inveterata pratica
dell’arbitrio
( esecrabile e inescusabile
strumento di intimidazione)
decripto
i flussi sorgivi Continua a leggere

PER FERMARE L’ANIMA


L’analfabetica memoria
della sofferenza patita
era sempre lì lì per crepitare,
tra i colpi e gli avvertimenti.
“Egli sarà come un tamerisco nella steppa”
Continua a leggere

INANE A SMISURARE


In the great trouble,
oh, qui, sì, qui,
in questo scalmanato caos
di sepolcri imbiancati
(lì i dolori a calendarizzare,
quand’anche rimarrebbe
da impetrare solo
degli organi cerebrali finanche Continua a leggere

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