THE DEAD SEA


“Ma noi …
noi pensavamo di avere tempo.
in quella chiarità liquida e vitrea,
e sotto la neve
del solstizio di inverno”

La vita continuava
a scavare il suo posto dentro l’aria
– vita vera che perfora-
e il solitario spezzato dire
“Io veglio”
risuonò poi come un inutile strascicato grido
– dei vociferi,
e davanti al lago morto,
dove neppure il corvo porta le sue ossa.
Ma sette furono i sigilli,
e sette le trombe terrifiche,
con la loro arida tremenda bellezza:
e il loro infine avvenne,
un incontro voluto da un dio terribile.
“Sei l’unica persona che di me
ha compreso anche il sussurro-
– smormorava lei-
eppure io so,
so ahimè che il sole verde
di carne umana è fatto solo”.
( e queste sue piccole parole
le sosteneva e sosteneva,
con un suo certo respiro tremante, e breve:
oh, se il suo cuore fosse stato pietra sempre,
pure lì, in the dead sea
quel mare terminale).

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