BEN OLTRE LA SUA CANCELLAZIONE


“In quella loro irrimediabilità
le condizioni erano terribili:
forse aveva parlato l’onnipotente…”

Lei sfolgorava di ira
avrebbe messo il foco, avrebbe
e gli occhi abbruciavano,
– in ogni vibrazione-,
le sembrava ora di toccare il terreno di un gelo universale,
quelle correnti sotterranee del suolo saturo,
il mondo degli strati inferiori.
Intuisce,
che il mondo collassa:
passavano i chilometri,
-orizzonti deflettevano-
lei non ricordava più la transizione,
quell’ anteposizione
-e agli estesi disastri-
( oh non riuscire a sopportare,
la perdita di quella creatura debole,
e ben oltre la sua cancellazione!)
Ma lei dirà ora della mutazione,
ha rimesso in moto quel’ordinario macchinismo,
e- nei compianti rituali –
è fin irriconoscibile a se stessa ,
studia anche i decrittatori,
quei demiurghi della cessazione.
( Aveva visto la scritta profetica sui muri,
perfino lì,
nelle zone paludose delle acque morte tutte,
nella totale asepsi.).

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