LE ASCESE ERANO INTERMINABILI


…E arsero quei fiori di fiamma,
sembravano una cascata rossa…

Lei non temeva quella stagione
– di limo e di erba esausta sotto il sole-
con gli elicrisi che durano tanto.
E cercò il tepore impuro,
venne posseduta
( anche il cielo pareva,
sul punto di cedere)
Oltre l’amore- suo compimento-
era passato tanto tempo,
rimaneva l’elenco dei reperti,
– ogni pietra era proprio una pietra-
come quei volti a fiore di acqua degli annegati
che nessuno ritrova mai,
come le orbite di una luna morta.
E le ascese erano interminabili,
tetro quel catechismo:
una ferita vi era, beante nel petto.

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