NE SAREBBE STATA AFFETTA


Era l’odore della terra in fiore:
la sua splendente bellezza permaneva,
le faceva amare cose inermi

Si sentiva tutta riarsa
– e con suo stesso orrore-
fino al midollo
di una sua magra esistenza selvatica.
Ora si aspetta tutto dall’uomo,
e come una mattazione,
l’abisso oltre il giardino.
Ogni cosa appariva troppo fredda.
troppo ampia- e desolata.
Ne sarebbe stata affetta,
e da quei vivi- mutilati e imperfetti-
dai cumuli di piccole celle,
da una minima contaminazione dell’aria.
( il lieve velo della polvere.
dei fiori che andavano essiccandosi…)

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