IN LUOGO EPIFANICO


Nella nebulosa
del sacrario angusto,
nella luce purgatoriale
di luogo epifanico,
mi imbrico
– tra i coloquintidi del deserto
a dare un’arsura più atroce-
in una immagine traslucida
di ordine da termitaio,
nello stridore
di un uccello da preda,
mentre le ossa si fanno corallo.

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4 Risposte

  1. Cje bella! torno a leggerti.
    se vuoi vieni anche a leggere le mie magari se te ne piace una te la dedico

    silver280970.wordpress.com

  2. ma come sei gentile, silver, non solo per l’apprezzamento, ma anche per l’invito con possibile dedica tuoi versi! 🙂

    cercherò di venirti a trovare, allora

  3. Poesia sufficientemente evocativa per intrigare il lettore, che lascia, però sgomenti: lo stridore dell’uccello da preda che scompagina il termitaio è come una pugnalata al ventre che non troverà cicatrizzazione.
    Ah, la fragilità delle ossa di corallo.

  4. grazie delle acute osservazioni,gentile signor Ciarlo:-)
    e dell’apprezzamento.

    .un saluto.

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