LE PARL0′ COME A UN ADOMBRATO ANIMALE


[ :.. Qualsiasi piramidale perfezione è bruciata
dal pulsare del sangue,
dall’allarme rosso della rovina…]

Sempre traboccando
tocca la sua suprema autolacerazione:
nella compilazione delle meditazioni
-su tutte quelle lettere ingiallite –
lei pallida per insufficienza
nell’indescrivibile grigio che tutto contiene
( al di qua dell’esperienza delle grandi fredde gioie,
di quelle fissazioni selvagge.)
Era ancora da fare,
l’esperimento della intera verità
nelle trionfanti gelide strutture architettoniche
– nei pertugi tutti:
Ma nulla era stato codificato nella sacra lingua,
il redentore non scrisse mai nulla,
di ritorno dalla carneficina
( Le parlò come a un animale adombrato,
nella fredda nudità delle pareti bianche:
a lei era parso di udire le voci basse dei cospiratori…)

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