QUELL’UNICA GOCCIA


Mi colpisce quella singola goccia che, scendendo dalla grondaia, continua a cadere.
Ce n’è una sola di goccia, ed è testarda, e risuona metallica – a ondate che paiono cronometrate a intervalli identici –sul bordo di ferro dipinto di bianco che circonda un tratto del balcone , esattamente la sua parte centrale e anteriore, quella che fronteggia il panorama digradante di monti sullo sfondo azzurrato che ora si è fatto roseo.
Ha appena smesso di piovere, un odore di terreno impregnato di acqua viene dal basso, i raggi del sole – ormai rivolto quasi del tutto a occidente -rimbalzano su alcuni punti, in diagonale rispetto alla posizione declinante del pianeta, e il cerchio del sole pare come clonato, i suoi contorni sfumano.circonfusi …
E così mi sono dovuta mettere gli occhiali da sole, i riverberi ottici fanno brillare alcune foglie lucide-quelle degli alberi oltre i quali inizia la stradina in discesa- e determinano una sorta di abbaglio fastidioso quando colpiscono le scanalature dell’architettura a sbarre bombate ( che terminano con una sorta di ricciolo in alto e in basso) della ringhiera. C’è l’abbaglio e c’è la goccia che cade solitaria e maniacale, con un che di puntuto e ritmico dato che cade sempre nell’identico esatto punto.
Mi alzo dalla sdraio e vado a verificare se la sensazione che provo è reale, con una certa sicurezza mi avvicino alla sbarra che mi sembra essere colpita da quella goccia solitaria:lì la vernice bianca appare più scrostata che nel resto della struttura, per un tratto non piccolo comincia a vedersi la ruggine sottostante, la superficie brilla rossa e lavata:
Metto il dito, lo metto bene: subito al primo tentativo non sento più quel plink-plonk metallico, il .mio dito si bagna:
Insisto..:Tenendo il dito fermo alzo gli occhi per vedere da quale punto esatto la goccia scende in picchiata verticale… capisco.ho capito :mi sembra di notare a occhio nudo una esile fessurazione sul punto di giuntura strasversale della grondaia, bisognerà provvedere, bisognerà:forse chiamare il lattoniere, in quel tratto
di intersecazione della lamiera si dovrà rinsaldare.
Osservo di nuovo la caduta della goccia;cade in picchiata, pare inarrestabile epperò è costretta a fermarsi sulla sponda orizzontale del balcone,e qui un po’ si frantuma e alcune sue millesimali parti rimbalzano per poi essere fermate dalla pavimentazione di mattonelle rettangolari beige. contornate – solo in corrispondenza della struttura di ferro che taglia il resto della balconata chiusa ai lati da muretti a davanzale- – da una striscia di piastrelle di dimensioni più grandi e squadrate di un bel marmo grigio e lucido- con il loro contrasto di materiale e colore..
Guardo anche in basso:mi accorgo che un filamento esilissimo di mille e mille gocce alla fine è riuscito a bagnare di umido -una macchia sedimentata, e forse incancellabile ormai. il primo gradone a lastroni di pietra ,quello che conduce alla discesa sul prato, dove in questo momento sta seduto con le zampe anteriori strettamente accostate e guardando immobile l’orizzonte- il cane..
Tutto attorno è un silenzio come attonito,le volute di nebbia sui monti circostanti non si distinguono ormai più rispetto al verdeggiare intricato di tonalità diverse e molli_..
La temperatura, dopo il temporale è subito tornata alta e il biancore velato dell’umidità si è compenetrato nel resto di un cielo pesante già biancastro per l’afa.
Osservo le ombre che si allungano attorno alla bestia accovacciata sulla superficie riarsa,la goccia si sente ancora ricadere, ma a intervalli più dilatati.:
L’alone umido e perenne creato dall’insistito e sempre ripreso gocciolio sul primo gradone circonda stranamente uno di quei fiori arbustati ( il loro fusto rigido raggiunge una considerevole altezza al tempo della massima fioritura,volgarmente qualcuno li chiama le”rose di spagna” ) cresciuti miracolosamente nell’interstizio che divide un gradone dall’altro( lo so, lo so che è dall’inizio della estate che si è formato, che si riforma) e a me pare che quella inflorescenza -con quelle corolle accese contornate da larghi viluppi di foglie allargate e che paiono ricoperte di un velame peloso- sia stata creata all’istante da quell’unica goccia sperduta che pervicace,e nonostante la pioggia interrotta palpita ancora nella campagna ingiallita e acida., mentre le giornate iniziano a accorciarsi e la natura subisce dei minimi sommovimenti …
Nel crepuscolo tutto tace e allora io penso a mio padre e alla sua casa, e anche alla goccia che scava la pietra di granito, .infossandola e variegandone il colore, al subitaneo possibile accendersi di viluppi portati da un vento che disperde i semi.nel più inospitale e riarso. dei luoghi ..

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6 Risposte

  1. Cavoli che brava! Mi susciti la più nera ammirazione. Ti leggo stasera per la prima volta.

  2. Mi “tramortisci”, gentile Anna Lamberti Bocconi:-)) e lo dico in verità
    Edi questo tuo convinto intervento ti sono grata

    un saluto, grazie

    dominica

  3. Cara Anna, quel tuo Mi rende isterica” lo apprezzo enormemente, mi “dice” parecchio!-
    Mi attirerebbe poterti conoscere ,( sei la prima persona appassionata e esperta di scrittura che me lo chiede, incredibile ma vero :..ne sarei onorata in effetti, e per parecchi motivi!!!) ma adesso come adesso. ( sono proprio nel pieno di un trasloco per me epocale e con vari straschichi pressocchè in ogni ambito) un nostro incontro potrò avvenire un poì più avanti, a stabilizzazione -mia-avvenuta , penso sarà possibile da settembre in avanti .. nel frattempo seguiamoci
    a vicenda teniamoci d’occhio ( di rimando a tuo generoso intervento ho scoperto tuo bel blog:-))

    un caro saluto, incrediibile Anna( egrazie)

    Dominica

  4. un – ennesimo ma sentito- )) grazie a Federica Galetto che mi legge con costanza e attenzione:-))

  5. grazie a Giovanni Baldaccini un saluto

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