E GIUNSE COSI’ LA PRIMA NOTTE


E giunse così la prima notte:
dalla finestra entrava
una luce boreale…

Nell’ermetica stanza
(come se dalla febbre a lei fosse,
la calcinata carne)
la sala operatoria, l’obitorio, il purgatorio
tutto sembrava a un passo,
asfissiata essa nei pozzi ciechi,
nella dissolutio sua,
con la svuotata orbita,
quel morbo,
tutte le abominazioni pallide.
Aveva veduto,
la triste terra solitaria,
l’elemento possente
– e quel fuoco celeste,
il silenzio degli uomini…

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7 Risposte

  1. ma bella davvero!
    sì il silenzio degli uomini
    chicca

  2. Ringrazio oochiccaoo perl’apprezzamento a”tutto campo”:-)) ( anche in qualità di “blogger”, vedo:-))

  3. mi hai aperto porte su stanze di dolore
    ma lo hai fatto con la levità del poeta.
    ciao
    cri

  4. grazie rinnovate , cara cristina, per le tue generose considerazioni

  5. una visione ineluttabile, bellissima soprattutto l’ultima strofa:

    Aveva veduto,
    la triste terra solitaria,
    l’elemento possente
    – e quel fuoco celeste,
    il silenzio degli uomini…

    ha dentro il furore della profezia.

  6. voglio ringraziare tanto la gentile Ciprea ( mirella ciprea crapanzano) per avere lasciato sue osservazioni molto attente( certo “il furore”…non manca, in ciò che scrivo:-))

    un saluto, grazie.

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