QUELL’INNATURALE MOMENTO


Come spira infinita
( attorno al Fatto, quell’innaturale momento)
tardi mi assalì l’esistenza
– e segreta, squisita, angosciosa-:
il sole della sera incombente
come una riva di fiamme.
la sua gialla luce ostile
– gli odori corrotti ,
del deserto e del fiume…

“Odium mortis conturbat me”
Ma ora che l’Innominabile
era stato nominato,
io temevo il loro volto
(eppure, sono sempre stati composti, i morti…)
il sangue mi si faceva puresso sottile:
gli altri avevano cominciato presto,
– a uccidere, a possedere-
mia fu- la falsa ornamentazione,
disperata languente ,
come una sorta di espirazione.
( Quello che mi stupì
fu poi il silenzio…)

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4 Risposte

  1. Sono grata. per il loro “apprezzamento” a : TheCoevas Official, abram_squibb, marina raccanelli, grazie moltissime a voi

  2. ecco..m’immergo nei tuoi testi come dentro ad un mistero da cogliere, ad un enigma da svelare e sempre ne rimango affascinata, nell’eco di rimbalzo che mi procura

  3. Grazie alla Blogger-poetessa ( generosa attenta) Margot Croce :-))un abbraccio, un saluto grazie
    la tua “empatica” attenzione mi arriva !

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