DEI DISFATTI COLORI


Succhiò la bellezza
dei disfatti colori
la vitrea barriera
di misteriosi cieli sulle rovine:
il sereno sulle cime
-su tutti quei loro devastati orli-
era atroce… Continua a leggere

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E ESTENUAVA


E estenuava,
nel paesaggio dalla obliqua luce
nel conservato morbo
– tra quei residui pallidi…

Viveva nel subacqueo allucinatorio mondo Continua a leggere

L’UOMO DEL BAR


Il bar era piccolo, e pure poco illuminato, e inoltre l’insieme dello spazio dava l’impressione di essere utilizzato male, come fosse lasciato volutamente alla deriva, ma, nonostante una immediata impressione di trascuratezza finanche respingente- era contrassegnato da un’insegna metallica dal nome marinaresco e di vetustà inenarrabile, oltretutto mal inchiavardata e come penzolante sul cemento screpolato di un edificio sul quale si incistava anche un elegante negozio di abbigliamento che con le sue ampie vetrine doppie sembrava stonare quasi poi fosse un corpo estraneo male amalgamato con ciò che lo attorniava -era molto frequentato, in alcuni giorni fin troppo Continua a leggere

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