VENNERO – DUNQUE-


E vennero- dunque-
quelle incessanti variazioni dei venti,
la bruna incisione invernale
la infossata piega,
– una tremenda velocità segreta.
Eccolo- allora-
quel candido abrupto muro
in tutta la sua interminabilità,
una trasudazione torbida
– l’opaco siero-
a causticare,
e su un tappeto di funebri rose:
come se fosse calcinato bevve,
da la allucinata fede…

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3 Risposte

  1. ringrazio molto le lettrici: lallaerre, cristina bove, doris emilia bragagnini

  2. un grazie a Anna Maria Curci, un caro saluto

  3. ringrazio molto l’assidua “lettrice” Federica Galetto

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