QUEI BOSCHI ERANO IMMOBILI


“Quei boschi erano immobili,
i fiori della sanguinella apparivano bianchi ( e irreali):
e il cielo era immenso –ostile
( come se ci si trovasse
in una pullulante capsula di Petro,
-di melodramma- e di distorsione-)

Nella sua triste solitudine solenne
( e con una fede da zantiota)
meditava su tutta quella
luttuosità arida e sorda,

su le spoliazioni
-dalla morbidezza di lichene
e su le convulsioni postume del colera,
con quelle introiezioni del piombo
contro le flussioni e le suppurazioni.
Nel latrio terrore,
nella patibolare circostanza
( con il suo saturato effetto della Insignificazione)
notava una certa crudeltà utile
che impediva alla sua Bianchezza di perdurare…
(… Oh, perché perché,
perché così pallido e esangue sei,
Mio caro amante?…)

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5 Risposte

  1. ringrazio tanto per la lettura: abdensarly- Carlo Galli_Emilia Barbato- interno poesia- Marina Raccanelli.

    vi mando un caro saluto

  2. ringrazio anche Alessandro Mazzi- Vincenzo Montisano di avere scelto di seguire il mio blog:-)

  3. In effetti è da seguire, per il contenuto °/°

  4. grazie per l’attenzione a :mariannapuntog

    un saluto

  5. Dico grazie per l’attenzione a Frank Iodice ( Articoliliberi)

    un saluto:-)

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