QUEL LUOGO DELLE SABBIE


Posto di nuovo questa poesia intitolata
QUEL LUOGO DELLE SABBIE ( poesia scritta nel 2012) perchè penso proprio sarà il titolo di una raccolta di 50 poesie.

In un desiderio eterno
-in un dolore eterno-
essi tutti scorticati
rosi erano a metà,
dalle rivelazioni,
della dispietata dottrina.
E guardavano,
guardavano in un modo continuo e intollerabile
( nell’atteggiamento della prosternazione)
quel luogo delle sabbie – e della paura:
il cielo era di altezza smisurata,
vi era una lebbra pallida
– e con una vaga idea di immolazione…

E qui riporto il bellissimo commento di AUGUSTO BENEMEGLIO
su questa stessa poesia e pubblicato sul blog letterario collettivo
VIADELLEBELLEDONNE il giorno 17 dicembre 2012.
Eccolo:
“Cara Dominica, ci son voluto tornare in questo tuo inferno-apocalisse-(i tempi pare che siano quelli giusti, oggi è – l’ennesima – vigilia della “fine del mondo”), in cui ci sono un’infinità di mescolanze letterarie ( ovviamente Dante, ma anche il San Giovanni (?) dell’Apocalisse, ma anche Poe e Baudelaire, ma anche l’ultimissimo tremendissimo vecchissimo Montale della poesia-fogna-

“straccia i tuoi fogli, buttali in una fogna”, e della lotta tra i due Luciferi, una guerra infinita, senza tempo di sorta, tutto a danno degli umani, e poi la danzatrice che si brucia le ali. La pena la soffriamo qui, sulla terra, e non abbiamo una storia di quando il disastro sia iniziato, cara Dom. E poi dicevo Baudelaire, che ha sempre la vertigine, un po’ come te , l’uomo che si sente un abisso, l’orgoglio la noia e il fondo del cuore che è imparagonabile incomunicabile increato assurdo inutile abbandonato nel più totale degli isolamenti costretto a portar il suo fardello , condannato a giustificar da solo la sua esistenza, sempe a fuggir via , a sgusciare dalle sue proprie mani , ripiegato nella contemplazione e in pari tempo proiettato fuori di se stesso , in un inseguimento infinito, un abisso senza fondo, senza pareti, senza oscurità, un mistero in piena luce, imprevedibile e pur perfettamente conosciuto. Per tutta la vita Baudelaire ha cercato l’infecondità, diceva Sartre , e nel mondo che lo circondava solo le forme dure e sterili dei minerali han trovato grazia ai suoi occhi , come nei “poemi in prosa”. Lui amava solo le cose rare, uniche. “Amo ciò che mai sarà veduto due volte”.
Ecco in queste tue visionarietà, c’è sempre qualcosa di ” unico”, anche se i modelli e motivi diciamo che suggeriscono l’ispirazione sono molteplici.
Avrei voluto trovare ( ma lo troverò prima o poi ) un commento assai originale dell’Apocalisse nientemeno che di Lawrence ( parlo dell’autore dell’amante di Lady Chatterley- sic!) che comprai da ragazzo e rilessi più volte, ma ora – ahimè – l’ho dimenticato. Ci sono dei tuoi versi che me lo rammentano. Ma te ne parlerò in qualche altra occasione.
A presto.
Augusto

Annunci

Una Risposta

  1. un grazie e un – caro saluto- a :ombreflessuose- Antonio De Simone-
    abdensarly-Carlo Galli- Sendreacristina-

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: