QUELLE SIEPI SELVAGGE- E DEI MALATI FIORI


Il cielo sbiancava
nell’ardore del vento,
una straordinaria calma lo irrigidiva,
illuminandolo
– di un lirismo severo

E i muri erano immoti
sotto quel cielo incandescente,
quelle siepi selvagge
–e di quei malati fiori
[ma che magnifico nero cupo
nelle brune ombre di quelle piane
]
apparivano di una singolare sostanza
come uscite abbacinate dalla penombra di millenni:
segnavano il tempo crudele e magico
di tutto ciò che non lascia traccia,
una specie di estivazione
un letargo
( nel silenzio tragico
del bruciante azzurro immobile),
una percezione irreligiosa del divino,
forse una qualche catottrica immagine.

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Una Risposta

  1. ringrazio molto: Marina Raccanelli, streetphotographysite,Antonio De Simone.

    un saluto a ognuno di voi:-)

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