LEI SAPEVA CHE LO SPLENDORE ERA FRAGILE


“In quel vasto paesaggio silente
( in quella fredda desolata gola)
spiccavano,
le austere cime scure
dei grandi alberi
e lei aveva negli occhi
una terribile dolcezza”

La brezza finalmente cadde
l’acqua divenne immota…
Lei sapeva che lo splendore
era fragile,
ben presto sarebbero ripresi gli stridii
– i ronzii-
i minuscoli movimenti
– quelle uccisioni-
e in quell’ordine universale e verticale
calante poi dall’alto
– fino nel corpo del delirio
– fin in quel silenzio epilettico
e dalla finalità cupa
.
E nei trapassi tematici della pena
bisognava forse scegliere la più sottile
– e la più solida-
– e la più grigia
delle correnti del pensiero,
attaccarsi ad essa come a un prete cieco…

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Una Risposta

  1. ringrazio e saluto:R.P- serena santoro-Antonio de Simone- Emilia Barbato- Seidicente-

    grazie molte davvero:-)

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