ERA INVERNO (4)


Rimise quella specie di brogliaccio sopra gli altri volumi-ah, ah …quella si poteva considerare la consequenziale eredità residuale della intera dinastia poi disseminata e frantumata,sospirò…un patrimonio spirituale dalla luttuosità cannibalica e onnivora, alla dura prova dei fatti invertebrato come una intelaiatura posticcia….uhmm… uhmm residuo di residui uhm .. bah Ma perchè sempre questi pensieri strani, non ortodossi … da ogni dove da ogni pertugio pensieri come topi portatori di infezioni, come punte di spillo a torturarla….ma perché mai? Perché proprio a lei solo a lei bah quei libri – e quelle foto- appartenenti alla figlia del proprietario della trancia,forse potevano dirle qualcosa … c’era da sperarlo forse tracce… tracce minimali residui da decifrare…forse solo …non sapeva non sapeva
A quel punto, smise le sue elucubrazioni,la campana aveva scoccato le dodici,doveva andare a riprendere il cane che senza dubbio se ne era scappato dalla sua seconda padrona, la anziana vedova da cui spesso si rifugiava e che abitava al limite opposto della frazione.
Dopo avere oltrepassato l’angolo che immetteva nel prato dei vicini dove tutto era rimasto immutato dopo la grande nevicata- qui sprofondò avanzando a fatica e tracciando uno spazio con i suoi stivali da uomo e rimanendo per un po’ invischiata dai rami appesantiti fino a terra del grande nocciolo- camminò fino ai quattro ampi gradoni di differente altezza che dei cugini di secondo grado avevano fatto costruire arbitrariamente sotto la volta per impedire l’accesso se non a piedi- e poi di nuovo rischiò di scivolare sui due tratturi che curvandosi sconnessi portavano alla zona asfaltata.
Tutt’attorno era un tipico paesaggio invernale, nella sua brullezza, nei profili ghiacciati dei pendii più elevati, nelle chiazze di terreno fangoso dove un po’di neve aveva iniziato a sciogliersi lenta.
In quella giornata serena e azzurra l’insieme di linee aguzze e frastagliate –intervallate dallo spessore grigiastro delle vecchie case in pietra ristrutturate -accentuava una impressione generale di inerzialità anemica – come svuotata dal gelo-e nel contempo possente, nel livido violaceo di ombre perfette a stagliarsi nelle parti più in ombra e completamente deserte.

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