REPOST della mia poesia “DI QUEL MISERERE” ( su THECATSWILLKNOW)


DI QUEL MISERERE

Pubblicato: 1 marzo 2008 da The Cats Will Know in scrivere
Tag:

Cosa dalla propria linfa tolta
– lungo le coste dissossate dall’Onda-
nella funeraria furia
di un miserere slacrimato
sversata sono ,
giù nello sprofondo- e nella sepsi-
tra i criptogrammi
di quella mera elaborazione dottrinale
con quel suo assioma del tutto vuoto
(e finanche abnorme, forse)

e pure tra quelle vacue mosse laterali
da gioco dell’oca- quello terribile-
dei demoni dei contrafforti.
In quello stretto vicolo
di un enunciato pur breve
i Devastanti
segni indelebili
(e di dura patogenesi osmotica)
hanno lasciato dunque,
e il resto è solo spoglio,
per il disubbidiente del crimine,
di quel pactum sceleris.
E c’è qualcosa di indetto
– e di indicibile-
che dal ventre sale,
e delle viscere è iato,
perchè non solleva affatto,
l’anima vedere dei colpevoli,
quando si sa che i delitti
neppure con il tempo
svanire possono.
E in questa benefica
( quand’anche puressa obtorta)
tregua dalle grida,
sola residua e sale
quella stessa disragione seminale,
con il suo frantume,
e il divoramento dall’interno
– e dell’interno tutto-
sempre lì a lavorare alla cieca,
e nel buio sempre,
quale Misfatto.
( E mentre in ruina cruelmente
a freddo incendiato viene
lo Stabulario intero,
tra quelle secche e storte e estorte
maletudini mortuarie
dal ritmo cerebrale tamburato,
nel declive a rinculare,
giusto lì,
lì a rovinare strette)

 

 

 

https://thecatswillknow2012.wordpress.com/2008/03/01/di-quel-miserere/

Ripubblico qui anche tutti _ straordinari- commenti avuti

llMezZanottEll
scrive:
1 marzo 2008 alle 3:35 pm

Ti adoro Domaccia , anche se mi fai sempre restare fra fuoco , unghiate , urla e disperazione senza scampo. Adoro la tua furia , tutte le tue immagini increspate dipinte come ad olio , il tuo stile simile a quello dei salmi . Riconoscerei la tua mano ovunque.

EnzoCampi scrive:
1 marzo 2008 alle 3:39 pm

Nulla da dire.
Casomai qualcosa da fare.
Prodursi in un inchino.
E magari rileggerla più volte per quantificare la giustezza della riverenza.
Tra le cose più belle lette qui.

pacificobp
scrive:
1 marzo 2008 alle 6:25 pm

Il titolo mi spinge subito tra le braccia geniali di Piero Ciampi, nel suo Miserere…un bel sermone il tuo da rileggere prima di chiudere gli occhi. Bene.

DOMACCIA scrive:
1 marzo 2008 alle 6:29 pm

CArissima IIMezZaNotteII, grazie a te, tutti i termini che usi mi fanno pensare che davvero mi leggi, te ne sono grata!:))
( l’aria salmodica mi fa piacere venga rilevata, naturalmente strutturata a partire da quella che fai bene a definire “furia”)
Un bacione e un saluto, grazie ancora!
Rispondi
DOMACCIA scrive:
1 marzo 2008 alle 6:36 pm

Ma grazie a te, Enzo Campi, mi fai ritrarre , leggermente stordita da un tale commento: te ne ringrazio , per il motivo che mi servono le tue parole, per tenerne in conto e magari andare a rileggere nei momenti- che certo non possono mancare, ahimè- di sconforto o esistenziale o magari espressivo..
Grazie del tuo regalo, te ne sono grata.:-)
un saluto a te, ciao.
Rispondi
DOMACCIA scrive:
1 marzo 2008 alle 6:40 pm

caro pacificobp, grazie a te per l’input che mi dai, quello relativo a Piero Ciampi e al suo, di miserere…grazie a te, approfondirò
Un caro saluto, ciao, e naturalmente grazie!

Ellerslie scrive:
1 marzo 2008 alle 7:19 pm

Una poesia molto ricercata. Mi slego, solo parzialmente, dai pareri precedenti. Pur considerandola una buona prova in alcuni punti mi suona un po’ troppa (“funeraria furia” nonostante l’allitterazione della “f” la preposizione dell’aggettivo e di un aggettivo così pesante mi blocca); “dura patogenesi osmotica”, per quanto abbia un passato di studi medico-farmaceutici mi risulta completamente incomprensibile, tradotto letteraiamente credo sarebbe la nascita di una malattia per osmosi, cioè passaggio; “quand’anche puressa obtorta” a questa invece non arrivo proprio come anche a questa “quella stessa disragione seminale”…Non voglio essere polemica ma non penso che la poesia sia tanto più alta quanto più usa delle parole ricercate, non così per me almeno.
Nell’insieme io non sono riuscita ad entrare nel testo anche perché avrei dovuto usare il dizionario e tradurre dal tecnico al comune però c’è un buon sviluppo complessivo del testo e, dove non tende a strafare, degli ottimi passaggi (…”E c’è qualcosa di indetto
– e di indicibile-
che dal ventre sale,
e delle viscere è iato,
perchè non solleva affatto,
l’anima vedere dei colpevoli..” ad esempio).
Però rimane non troppo musicale.

DOMACCIA

a parte il fatto che andando avanti nello scrivere- e beninteso nel leggere assai opere altrui e di ogni genere- mi vengo a convincere che non è assolutamente obbligatorio nei miei testi usare il vocabolario, ( e non è obbligatorio sapere il significato esatto e matematico di ogni verso, pensa che alcune volte io non vengo a capo di versi costruiti a partire da parole e immagini a prima vista semplici)giungo a dover ribadire che io non uso- e non ho mai usato fin dall’inizio- parole troppo ricercate ( sono parole che esistono da sempre e paiono desuete per via del linguaggio ahimè immiserito e omogeneizzato che a me personalmente non piace) per stupire o per creare effetti speciali o chissà che altro, io ricerco parole esatte che rappresentino il mio intendere e pensare e vedere, e naturalmente faccio ciò a mio personalissimo modo….Arrivo dunque al punto: io sono determinata nel mio dire, sia idealmente sia strutturalmente, e questo tra l’altro pensa sia ovvio: se uno scrive, deve essere convinto di ciò che scrive, questo è forse il primo punto da cui partire..![ tutto ciò è il mio personalissimo dire e ognuno faccia poi la tara come pare a lui]
E EeccocI, dopo questa ampia introduzione:
“dura Patogenesi osmotica”= coloro che davastano fanno poi ammalare di crudeltà anche gli innocenti, passano il germe patogeno

“quand’anche puressa obtorta”, si riferisce a una benefica tregua , perfino il benefico è qualcosa di costretto” non di libera scelta

” questa stessa disragione seminale” tutto nasce e viene prodotto da un seme disragionevole, da una ragione prima in realtà disragionevole

Tieni presente, carissima Elerslie, che la mia risposta- pur partendo dal tuo commento- non è personalisticamente e unicamente rivolto a te, che hai tutto il diritto di rimanertene nel tuo giudizio; le mie sono puntualizzazioni che potrebbero servire a chiunque leggesse questo scritto e venisse alle tue stesse conclusioni..

parolaia scrive:
3 marzo 2008 alle 9:25 am

obtorta puressa in senso romagnolo.
mi tracima, tanto è sversata, questa tua: un ponte a sprofondo kafkiano (criptolalila, più che criptogrammi) gettato via tra mosse laterali appena enunciate.
ecco: l’impressione è che qualcosa di terribile accada, al margine del campo visivo, una disragione seminale nascosta (piante crittogame nel gioco), laddove forse solo l’organo genitale benefica di indicibili pene.
e dal ribaltamento interno/esterno, scaturisce una risorgiva salata laddove fuori è sempre buio e dentro le cavie stivate nello stabulario sono del tutto umane.
quasi che una novella stele di rosetta andasse in frantumi fraintendendo la realtà stessa sino a rovinare nell’orrido (e nessuno dei presenti, troppo intento a tamburare ritmi ossessivi tribali, se ne avvedesse in qualche modo). precipitevolissimevolmente.
ottima.

DOMACCIA scrive:
3 marzo 2008 alle 10:01 pm

“un ponte a sprofondo kafkiano”, “una stele di rosetta frantumata e a rovinare nell’orrido””riti tribali a tamburare”( e poi tutte quelle tue derivazioni da cripotogrammi)… ma lo sai che la tua ricchezza – e ampiezza di visuale mentre leggi -ha qualcosa di straordinario?Ciao, cara parolaia!:))

taughtbythirst scrive:
6 marzo 2008 alle 10:04 am

Una creazione ai tuoi massimi livelli…
Detto che non ho apprezzato solo l’allitterazione della “funeraria furia” (un po’ ammiccante, lasciata a sorreggere e costituire un intero verso, e con te mi suona inedito), il passaggio ispanico e molto enfatico dello Stabulario, e la puressa obtorta che, vivendo da queste parti, fuorviandomi mi fa pensare a una frase che potrebbe emergere dal chiacchiericcio nel bar qui vicino di una delle ultime congreghe romagnole in Romagna…
Dicevo, detto ciò, starei a ripetere le considerazioni che già sai, giacché le ripeto da un anno e mezzo e oltre (ma senza tema d’abitudine :-)) e dunque mi limito all’ennesimo complimento.

p.s.: i demoni dei contrafforti, oltre. Non le solite cose, tu.

DOMACCIA scrive:
7 marzo 2008 alle 10:03 am

per vari motivi attinenti alla sfera esistenzial-personale, leggendo questa mattina questo tuo “convinto”commento, mi limito a dirti- carissimo TBT- che le tue parole sono benefiche oltre ogni dire, una iniezione ben più che energetica, un dire che mi spinge…..grazie! E un bacione!:))

Annunci

Una Risposta

  1. RINGRAZIO MOLTO PER LA LETTURA( E PER SEGUIRMI) I GENTILI LETTORI
    bukurie( un saluto) e Antonio De Simone ( un saluto)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: