PERCHE’POI SI ACCETTASSE LA SPOGLIAZIONE


Le piante di sorbo circondavano la casa
come fiamme di un rosso rame
e in mezzo l’erba era morbida
come muschio o crescione
( e ogni cosa sembrava in attesa:
gli animali uccisi, gli alberi,
i campi , e tutti quei monti…)

In una regione crepuscolare senza cielo
tutto le appariva secco
distorto immobile,
perché poi si accettasse la spogliazione
come cosa naturale.
In quella debole colorazione ossidata
– di un metallico paesaggio–
perdersi così era come mettersi coi morti,
tra le impedimenta,
l’insanguinarsi,
il ripassarsi la lapide
nell’atroce ascetismo.
( Come può essere calma e immota la natura
– lei pensa-
come se sempre fosse un monco inizio,
livido e sontuoso e torbido
uno sguardo maniaco
– e nel presentimento selvaggio
e nelle esalazioni secche della terra.

16-agosto-2016

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