IN UN CORRIDOIO DI LUCE DURA


In un corridoio di luce dura
(e superfici fragili)
una stessa ferma aria
risplendeva in tutta la sua fredda forza
nelle città costruite su fiumi sotterranei
luccicanti disperatamente nelle sere
-e tra gli scheletri di anonime piante grige…
Ci si mise di fronte,
a tutta quella cifra folle
scintillante assoluta

del predatorio dell’insaziabile
delle brevi ustionanti alleanze
–in tutto quel dolce organico odore
( Facciamo finta di essere degli alberi,
noi stessi recisi,
ma a rimarginarsi da quel punto
tra i dubia -e i legami feroci:
io desidero commettere il terribile,
– l’atto del toccare-
l’innocenza è proibita qui,
attira il castigo)

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