PARAGRAFO 7 DELLE NUOVE NOTE DI LETTURA DI AUGUSTO BENEMEGLIO


VIRGINIA WOOLF

E che c’entra la Woolf con la Balbinot? Beh, non molto come stile di scrittura, ma come concetti, come atteggiamento verso la vita c’entra. ” Voglio avventurarmi in un’impresa, diventare diversa, tenere aperti gli occhi e lo spirito, mi rifiuto di diventare rigida e stereotipata”, così rispondeva la Woolf ai suoi critici che in realtà non l’hanno mai capita, né amata. . Gli stessi scrittori sodali del suo Gruppo , che l’avevano proclamata regina delle onde (The Waves) e dei fari , anche se – dicevano – erano racconti-capolavoro di splendida “illeggibilità” ( in sedicesimo , se volete, è quello che forse capita anche alla Balbinot), confessavano , – in privato, – di avere gusti diversi da quel tipo di scrittura.
Ma la grande scrittrice inglese aveva detto a chiare note che la vita umana si sottrae alle trame ben ordinate per fini didattici e teorie dei filosofi.
“Prendete lo spirito di un uomo qualsiasi in un giorno qualsiasi: esso riceve miriadi di impressioni di carattere banale o fantastico, alcune nebulose, altre di icastica precisione. Esse provengono da ogni parte, una pioggia inesauribile di innumerevoli atomi, che cadono giù e costituiscono la vita del lunedì o del martedì, senza vicenda, né tragedia, né storia d’amore, senza catastrofe classica né tesi scolastica né chiarezza compositiva né esposizione…
La vita non è una serie di lampade simmetricamente ordinate , bensì un cortile piena di luce diffusa , una coperta semitrasparente che ci avvolge fin dalla nascita della nostra coscienza…..”
Secondo la W. lo scrittore ha il compito di rappresentare quegli atomi della sensazione e della rappresentazione nella successione e nell’ordine in cui essi “piovono” sul singolo individuo, e di interpretare questa successione e con essa il ” mutevole spirito umano, “IGNOTO E ILLIMITATO”
Il romanzo diviene così un succedersi di IMPRESSIONI, SENSORIALI, DI SENSAZIONI, DI SOGNI E DI RIFLESSIONI. Il suo luogo è sempre QUELLO DELL’ANIMA

E per finire con questo giochino iper letterario, proponiamo della nostra poetessa VILLA DOMINICA BALBINOT , la lirica ( speriamo profetica, dato i tempi) ”

COME UNA ESTINZIONE PICCOLA” , tratta dal suo ultimo volumetto di poesie.

Sulla linea netta delle colline
-nella quiete dei grandi spazi-
(con sulle sponde le radici immerse dei
cipressi)
vi era come una “organica” disperazione
piena di significato,
una purpurea onda…(1)

Da tutti quegli alberi
grondanti e nudi
( dai coloriti sclerotici)
fluiva
irrorando e allucinando molle
un qualcosa di secreto e suppurante
– porporino e crudele
come una estinzione piccola –
quella inconsistenza
( E nei termini del proprio esaudimento)

16 settembre 2018

2 Risposte

  1. Dico grazie alla gentile Rebecca Lena:-))

  2. un saluto a vengodalmare: grazie!

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