ALTRE CONSIDERAZIONI DI AUGUSTO BENEMEGLIO ( sulla mia più recente raccolta “I FIORI ERANO FERMI- E LONTANI”)


 

“Di Dominica Villa Balbinot ho letto e riletto alcune delle sue splendide originali poesie ( “Lei sapevache lo splendore era fragile”, “I fiori erano fermi e lontani”, “E alberi che smorivano in un bianco delirio”, “Diruppe – allora”, “Dagli estremi – gelati – neri orli” ) del libro che gentilmente ha voluto donarmi, e credo che bastino a giustificare tutto il resto della silloge , che naturalmente leggerò con la massima attenzione e interesse. Qui c’è un po’ di tutto, compreso Gottfried Benn a cui fa riferimento la nostra sempre “grande” sorella di lettere e umanità, Anna Maria Curci , con la quale sono d’accordo; e tuttavia andrei a rileggere anche il primo Benn, nostalgico per le origini prelogiche dell’umanità Continua a leggere

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MIO INTERVENTO sulle ANNOTAZIONI DI GIORGIO LINGUAGLOSSA su alcuni miei recenti testi


“Innanzitutto ringrazio davvero tanto GIORGIO LINGUAGLOSSA, di essersi prontamente dimostrato disponibile a dare visibilità e lettura dei miei testi, pur giungendogli io come autrice da zone in cui lui non credo mi avesse mai incontrato, neppure per coincidenza di articoli sul web in cui ci si imbatte per accumulo di coincidenze pur probabili ma non obbligate.
E lo ringrazio per avermi dato grande generosa visibilità sul suo blog dove si possono incontrare autori di ogni provenienza , autori da scoprire e riscoprire, arricchendo la conoscenza del magmatico poliedrico mondo poetico, quindi dando possibilità a chi legge e magari interviene di fare esperienze di grande apertura intellettuale partendo sempre da studiosi esperti e impegnati in prima persona.
Per quanto riguarda il suo COMMENTO PSICOFILOSOFICO Continua a leggere

RECENSIONE di DORIS EMILIA BRAGAGNINI su neobar


Poesia “estrema, apocalittica, mistica, numinosa, oscura, divinatoria, seducente, sconcertante, impervia, trascendente, vertiginosa… “ solo alcuni degli aggettivi attribuiti, da accreditati estimatori, alla fervida espressività dei versi di Villa Dominica Balbinot.

In più occasioni maggiormente comparata con Lautréamont, Baudelaire, Mallarmé, la poesia di Villa Dominica Balbinot è territorio da cui difficilmente si esce senza ferirsi, senza essere rimasti in qualche modo sconcertati o affascinati. E’ qualcosa che sfiora corde profonde, che attraversa, o che più precisamente ci proietta in un attraversamento sapientemente modellato al fine di “sospenderci” in un luogo dove l’io poetico, è quel granello fermo al limite centrale della strettoia interconnessa tra i bulbi di una simbolica clessidra. Limite, punto di contrappasso, Continua a leggere

LE PAROLE di ANNA MARIA CURCI sulle MIE POESIE del 2016


“Questi inediti di Villa Dominica Balbinot, tutti composti nel 2016, gettano una luce che non teme di essere cruda sulla «agghiacciante perfezione» della pallida, straniata bellezza nel mondo dissestato, funestato, infestato da «consuntore morbo», punture, dissezioni. Per questo, e non soltanto per il rosso-rame del faggio purpureo e per il rosso ‘insolente’, dallo splendore incurante, del sorbo, Continua a leggere

CRITICA SU “BLANC DE TA NUQUE” del 18 gennaio 2016( e mie osservazioni a riguardo)


RECENSIONE DEL CRITICO STEFANO GUGLIELMIN

Sospeso tra l’inferno vero e la compiuta fine del mondo terrestre, l’io drammatico di Quel luogo delle sabbie (autoprodotto, 2015) ci conduce nell’esperienza mistica della crocifissione, dove caduta, sfacelo e contagio, carezzando l’aria con il loro terrore bluastro, gli danno piacere. A ragione, Augusto Benemeglio (Liberolibro.it, 22/12/14) scrive che Villa Dominica Balbinot è una poetessa “che reca in sé le stimmate da primo romanticismo germanico, della tenebrosità, il senso dell’orrido e della funerea desolazione, ma anche quello decadente di Baudelaire, sempre sospeso tra la benedizione celeste e quella diabolica”. Sembra infatti uscito da una teca ottocentesca questo libro densissimo e inquietante, Continua a leggere

PER RICORDARE NARDA FATTORI


Una nota di AUGUSTO BENEMEGLIO su NARDA FATTORI

1.Una forca per i poeti

I poeti ?
Sono scomodi i poeti figure/ da evitare domande sempre accese senza altare/ semantici silenzi e distrofie dell’io
Tutti i governi del mondo , diceva Apollinaire nel suo pamphlet “Le poète assassinè” , ammazzano almeno un poeta al giorno; all’eroe assassinato uno scultore innalza “una statua di nulla”. Del resto anche oggi , questi falsi profeti di metamorfosi assurde , dalle visioni primordiali, con l’impulso di oscure visioni, – i carboni del cielo, il Graal , le gole delle scimmie, le Upanishad, la Bibbia , proclamatori di angoscia e del grande dolore assoluto , questi poeti che si trovano ogni mattina al bar con la bocca/ piena di sassi/ col dolceamaro del primo caffè, volentieri s’impiccherebbero sulla pubblica piazza così, tanto per ammazzare il tempo e la solitudine , per uno spettacolo antico e sempre nuovo come la morte. Chissà che non venga varato un nuovo progetto di legge per erigere una forca su tutte le piazze dei paesi Continua a leggere

ULTERIORI INTEGRAZIONI ALLE NOTE DI AUGUSTO BENEMEGLIO


In “questa ultimissima lirica di Villa Dominica Balbinot I FIORI ERANO FERMI- E LONTANI non resta nessuna memoria dell’umano, nessuna traccia di preghiera che salga a un impossibile cielo; su un fondale silente, freddo, allucinato, in una sorta di armonia gotica e icastica , s’ode una tragica sinfonia fatta di increspature oscillanti, arcane emanazioni di luce opalina , vele di un destino irredimibile che vanno in un mare di tragica purezza . Un mondo fermo, Continua a leggere

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