RISCHIARATO DA UNA LUCE DI AMBRA


(..Rischiarato dalla luce di ambra della sera
il pallore del suo viso aveva riflessi azzurri…)

Nelle immense regioni insopportabili
quei patologici processi
di maestà cruda,
– e tra il deliquio e il sonno-
portavano con sè
una dissuasione segreta, Continua a leggere

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OLTRE QUELLE PERSEGUITAZIONI


…[Oltre quelle perseguitazioni
ricercava una versione più pura,
e tuttavia si sentiva ossificata…]

Al di là delle forme di indaco del delta,
ecco i vapori arancioni ocracei fulvi,
l’azzurro del cielo sottoposto al corrosivo acido;
ogni cosa si fece – a poco a poco- pallidamente color violetto, Continua a leggere

COME UNA ESTINZIONE PICCOLA


Sulla linea netta delle colline
-nella quiete dei grandi spazi-
(con sulle sponde le radici immerse dei cipressi)
vi era come una organica disperazione
piena di significato, Continua a leggere

LA NOTTE CHIARA ERA APERTA A TUTTI


“La notte chiara era aperta a tutti,
vi era una luce rigida e magnetica,
nei riflessi insostenibili di un acciaio levigato,
– nella fluidità indefinibile
di un cielo da catechismo…

Avrebbero potuto credere
che stessero poi discutendo di un delitto,
e con i ragionamenti delle scienze esatte Continua a leggere

ESSI TENTAVANO ALLORA


Essi tentavano allora
il deserto dell’aria,
una secrezione ultima
contro la degenerescenza lenta
le diluviane piogge,
quegli scheletri vivissimi
di alberi calvi
[ E oltre questi passaggi, le suture
le glandole tutte Continua a leggere

NOTE DI LETTURA di MARCO ONOFRIO


Eccomi. Dunque, è una poesia strana di bellezza e bella di stranezza: parole che creano un mondo “altro” gemmandolo da profondità ancestrali, dove tutto lo spazio e il tempo entrano in gioco, innescando echi di risonanze tra macrocosmi e microcosmi interrelati. Una poesia che si espande in una dimensione mercuriale, uranica e terrestre, magmatica e ghiacciata al tempo stesso. C’è un fondo di cristallo che illumina da dentro la parola, collegandola alle radici del cielo e rendendola affilata, Continua a leggere

DI ALBERI COME RIVERSI


…E la voce si levò luttuosa
– e si snervò
come se un fascio di muscoli
fosse stato sezionato…
[ quella mano cadde verticalmente
simile alla mano d’alabastro di Amleto…]

In quelle bianche dimore rigide
crescevano sparse le altee rosate, Continua a leggere

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