QUELLO ERA IL GIORNO -brano breve( REPOST)


Quello era il giorno. Sarebbe stato il giorno,o almeno lo avrebbe dovuto essere- chissà ,mai.. doveva , doveva esserlo, dopotutto- si disse,lei avrebbe fatto tutto perchè lo potesse essere. E allora guardò attentamente il panorama , guardò minuziosamente quel panorama angolare, prospettico rispetto a ciò che si poteva scorgere dalla finestra della camera da letto – angolare anche essa e in alto rispetto a quella particolare abitazione stretta e rientrante- era ubicata in una superficie dall’aspetto vagamente similare a un trapezio sghembo Continua a leggere

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ERA INVERNO (4)


Rimise quella specie di brogliaccio sopra gli altri volumi-ah, ah …quella si poteva considerare la consequenziale eredità residuale della intera dinastia poi disseminata e frantumata,sospirò…un patrimonio spirituale dalla luttuosità cannibalica e onnivora, alla dura prova dei fatti invertebrato come una intelaiatura posticcia….uhmm… uhmm residuo di residui uhm .. bah Ma perchè sempre questi pensieri strani, non ortodossi … da ogni dove da ogni pertugio pensieri come topi portatori di infezioni, come punte di spillo a torturarla….ma perché mai? Perché proprio a lei solo a lei bah quei libri – e quelle foto- appartenenti alla figlia del proprietario della trancia,forse potevano dirle qualcosa … c’era da sperarlo forse tracce… tracce minimali residui da decifrare…forse solo …non sapeva non sapeva
A quel punto, smise le sue elucubrazioni, Continua a leggere

ERA INVERNO (3)


Con delle vecchie coperte cercò di approntare un giaciglio comodo e in posizione defilata rispetto a ogni manufatto pesante o spigoloso,ormai temeva gli allucinati scontri notturni del cane reso folle( questo era ciò che lei aveva cominciato a pensare dopo la furia distruttiva di cui aveva dato prova nel salotto) da quella sua accelerata condizione di cecità e di progressivo anchilosamento artritico, condizioni morbose che sempre più spesso lo obbligavano a gemere : e il suo era un gemere stridulo e anch’esso scomposto, le parevano grida umanoidi su un fondo di parossistico rabbrividimento generale Continua a leggere

QUELLA VOLTA (1)


Quella fu la mattina in cui,proprio al di sotto di un materassino di gommapiuma rivestito di una specie di rivestimento multicolore che pareva fin incollato nonostante una cerniera attestasse che si trattava di un coprimaterasso di quelli sfoderabili– vi erano disegnati grandi fiori anonimi di quelli stampati in serie su un fondo giallastro di un tessuto rasposo ma certo lavabile a grandi temperature- e proprio in corrispondenza della zona dove tre cuscinetti di minimo spessore, dei cuscinetti leziosi da camere di bambine- e tutti nella tonalità del violaceo virante sul rosa garanza -venivano d’abitudine malamente ingolfati anzi insaccati con un gesto di vera furia in una federa incolore di misura standard Continua a leggere

QUELLO ERA IL GIORNO


Quello era il giorno. Sarebbe stato il giorno,o almeno lo avrebbe dovuto essere- chissà ,mai.. doveva , doveva esserlo, dopotutto- si disse,lei avrebbe fatto tutto perchè lo potesse essere. E allora guardò attentamente il panorama , guardò minuziosamente quel panorama angolare, prospettico rispetto a ciò che si poteva scorgere dalla finestra della camera da letto – angolare anche essa e in alto rispetto a quella particolare abitazione stretta e rientrante- era ubicata in una superficie dall’aspetto vagamente similare a un trapezio sghembo Continua a leggere

IL SENTIERO


Il sentiero- o per essere più esatti la strada sterrata che dalle ultime propaggini della frazione si snodavapolverosa tra campi non tutti coltivati verso la vecchia strada non più ricostituita dopo la frana- era ondulato e a saliscendi, e sulla destra presentava panorami contornati d’ azzurrino, pendii declinanti e , in alcuni punti, quasi scoscesi.
Oltrepassato l’angolo dove, proprio sul bordo della stradina e sempre dal lato destro venendo dal paese, s’ergeva la quercia più vecchia, talmente vecchia da assurgere ad una qualità intrinseca di feticcio mitico ( naturalmente soprattutto davanti agli occhi sgranati dei più piccoli) si arrivava ad un esteso prato una volta coltivato Continua a leggere

IL GIORNO DOPO (1-2-3 )


Il giorno dopo la partenza del fratello e della sua famiglia-.lasciata una pausa ragionevole per non rischiare di incappare in incontri che certo avrebbero evidenziato tensioni pronte a deflagare al minimo spunto –perfino quelli lontani anni luce da  una qualsivoglia plausibilità e  ragionevolezza pronti a esplodere in quell’atmosfera artificiosamente leziosa  determinata   dagli stessi paesaggi di  una campagna arcadicamente immota e come  rarefatta  nella  pesantezza  dell’aria di una idilliaca domenica agostana – Continua a leggere

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