INTERVENTI E MIE RISPOSTE SU NEOBAR


INTERVENTI E MIE RISPOSTE SU NEOBAR

ABELE LONGO

| maggio 16, 2018 at 14:49 | Rispondi
La poesia di Dominique crea tutto un mondo, frutto di laboriosa cura e scultura, come sottolinea Roberta. Un mondo di una bellezza (grandezza) tutta sua, “opaca”, riprendendo il titolo della silloge; intendendo per opaca una poesia che non si lascia attraversare dalla luce ma ne riflette una sua, da intime e recondite stanze dai contorni volutamente velati.
VILLA DOMINICA BALBINOT | maggio 16, 2018 at 15:14 | Rispondi
caro Abele, ti ringrazio tanto per questa attenta “introduzione” e per l’insieme delle tue considerazioni( “cura e scultura”interessante ehh:-))
Il fatto che anche tu affermi “una bellezza( grandezza) tutta SUA/ una poesia che riflette una SUA luce mi convince e tende a ribadire una annotazione a cui tengo molto ,( come del resto a mio parere dovrebbe tendere ogni singolo aUTORE)quella di essere riuscita a creare una MIA VOCE personale, non omologata o simile o quant’altro pur nella difficoltà e nel rischio anche grande che ciò inevitabilmente comporta.
FLAVIO ALMERIGHI| maggio 16, 2018 at 19:36 | Rispondi
è bellissimo averti qui
VILLA DOMINICA BALBINOT | maggio 16, 2018 at 20:05 | Rispondi
ma, incredibile, Flavio, tu mi “turbi”( grazie molte) Continua a leggere

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CRITICA SU “POETARUM SILVA” del 17-01-2015



“Solo le morte torri” – Inediti di Villa Dominica Balbinot

È il tempo verbale dell’imperfetto indicativo a prevalere in questi inediti di Villa Dominica Balbinot, a delimitarne i poli, ben visibili nella loro versione ‘pura’ e nel loro mescolarsi in varie gradazioni, tra descrizione e narrazione, tra vertiginosa resa di un manifestarsi impietoso e racconto di un dis-farsi progressivo e inarrestabile. Se, tuttavia, l’irruzione dell’orrido («estensione terribile») si manifesta con un’intensità che «all’accerchiato umano» appare insostenibile, a questa si oppone una volontà energica, infuocata, di sollevazione, di moto contrario, che torna «a affermare / le sue condizioni di furore». La “vocazione teatrale” della poesia, Continua a leggere

NOTE DI LETTURA su” TRADUCENDO EINSAMKEIT” di FEDERICA GALETTO


TRADUCENDO EINSAMKEIT” di FEDERICA GALETTO

edizione TERRA D’ULIVI 2014

collana PAROLE DI CRISTALLO

Per cercare di rappresentare attentamente il nucleo ispiratore – il sottile filo rosso rintracciabile in modo più o meno accentuato ma sempre presente nella massima parte delle poesie di Federica Galetto qui raccolte, sarebbe bene iniziare dal riferimento preciso della titolazione della raccolta, dalla poesia di Rilke intitolata Solitudine-poesia che da lei tradotta compare come segnale introduttivo- e il cui significato risulta non solo simbolico visto che nello sviluppo progressivo dei versi di Rilke si viene a addensare , soprattutto verso la chiusa, come il delinearsi di una cifra indelebile, e marchiante, che connatura sul fondo il fatto stesso di esistere, come se la solitudine fosse fatta di una materialità che come un velo ricopre cose e persone, perfino gli amanti, visti su “letti sfatti”

A dire l’importanza che l’autrice riconosce a questa poesia, è anche il ribadire , nella poesia pressochè conclusiva dal titolo TRADUCENDO EINSAMKEIT ( poesia n 15 della 3 parte) – e mostrandole direttamente nel testo stesso- le sue tematiche fondamentali e anche il peculiare modo di darvi espressione.

Qui infatti l’autrice, come riassuntivamente si svela con parole esatte; parla di lei “compulsiva in tendere assoli urgenti” fino a arrivare- appunto traducendo Einsamkeit a affermare voltivamente”rompo le righe e mi sbrano contenta/d’essere farfalla intinta nella fiamme /nella parole che trasmuta/di deserto in valle filo tenero/ e poi, aggiungendo alla fine” traducendo Einsmakeit di notte/non c’ è che sole quando le brume dormono/passando dal palco di Keats riemergo/ ai boschi di Treichel/in Bellezza/ Continua a leggere

Intervento e osservazioni di FEDERICA GALETTO ( su “poetarumsilva”


Riposto qui l’intervento-commento di FEDERICA GALETTO a proposito dell’articolo intitolato “SOLO LE MORTE TORRI” , presentato con delle note di lettura da ANNA MARIA CURCI sul sito “poetarumsilva”.

“Qualcuno ha detto in passato che Dominique quando scrive non dovrebbe esagerare nel rendere il suo pensiero poetico in versi e che la sua voce non è (era) matura. Mai sentito nulla di più sbagliato. La voce di Dominique è bella proprio perchè “esagerata”, in quell’accezione del termine eccessivo che la rende unica. Da che la conosco ha sempre avuto toni eccessivi ma questo non le ha mai impedito di comunicare perfettamente ed esattamente la sua cifra poetica. E neanche la trovo migliorata negli anni, nel senso che pare sia nata perfetta così com’era ieri e come è oggi. Leggere Dominique non è per tutti, Continua a leggere

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