TUTTI I NUOVI ARGOMENTI DI ANALISI CRITICA di AUGUSTO BENEMEGLIO


1 BREVE INTRODUZIONE NEL COMPLESSO DELLE CONSIDERAZIONI SULLE RACCOLTE
a )I FIORI ERANO FERMI- E IMMOBILI
b) E TUTTI QUEGLI AZZURRI FUOCHI

“L’imparagonabile dolore che nasconde solo il…dolore, ovvero la vanità di un’arte che esprime la sua stessa potente vanità.
La ballata dei segreti e della solitudine: la parola a contatto con il meraviglioso enzima dell’inverosimiglianza si affila come un diamante, gioiello orgoglioso, pura sede del mistero dell’indicibile.
C’è la Bibbia , c’è Dante , c’è Lugones e Borges,
c’è sempre un riferimento classico e il disciplinato germe di una dissimulata pena di un orrore allucinato e atroce, poiché la scrittura non è che la forma contenuta e perfetta dell’inguaribile tristezza del vivere.
Tonalità gotiche, oscurità straziata dai moti torbidi di psicologie crudeli. Nettezza di tratto, dove il caos si riordina in un cosmo sconvolto, eppure misteriosamente armonico.
Una scrittura classicamente conchiusa che descrive con raffinatezza l’abisso dell’anima.
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Dalla silloge di Dominica “. E tutti quegli azzurri fuochi”, trascrivo una poesia che sembra PROFETICA:
PER QUELLE STRADE IRREALI DELL’ALBA.
Per quelle strade irreali della alba
c’era un solo grande silenzio
(immane estatico)
sprofondante in un vuoto immaginifico
– troppo dolce perché si potesse
sopportarlo.
E loro erano ancora tutti lì,
misteriosi ostinati ben visibili
“incancellabili”…
Del resto non è una storia inaudita-
questa-
sulla terra :
quei forzamenti
le stagnazioni magre tutte,
i -suoi- personaggi disfatti
e nell’assoluto atto,
“una simile lebbra”…
(e quel superbo inquisitore di crimini,
– nel silenzio selvaggio – Continua a leggere

PARAGRAFO 7 DELLE NUOVE NOTE DI LETTURA DI AUGUSTO BENEMEGLIO


VIRGINIA WOOLF

E che c’entra la Woolf con la Balbinot? Beh, non molto come stile di scrittura, ma come concetti, come atteggiamento verso la vita c’entra. ” Voglio avventurarmi in un’impresa, diventare diversa, tenere aperti gli occhi e lo spirito, mi rifiuto di diventare rigida e stereotipata”, così rispondeva la Woolf ai suoi critici che in realtà non l’hanno mai capita, né amata. . Gli stessi scrittori sodali del suo Gruppo , che l’avevano proclamata regina delle onde (The Waves) e dei fari , anche se – dicevano – erano racconti-capolavoro di splendida “illeggibilità” ( in sedicesimo , se volete, è quello che forse capita anche alla Balbinot), confessavano , – in privato, – di avere gusti diversi da quel tipo di scrittura.
Ma la grande scrittrice inglese aveva detto a chiare note che la vita umana si sottrae alle trame ben ordinate per fini didattici e teorie dei filosofi.
“Prendete lo spirito di un uomo qualsiasi in un giorno qualsiasi: esso riceve miriadi di impressioni di carattere banale o fantastico, alcune nebulose, altre di icastica precisione. Esse provengono da ogni parte, una pioggia inesauribile di innumerevoli atomi, che cadono giù e costituiscono la vita del lunedì o del martedì, senza vicenda, né tragedia, né storia d’amore, senza catastrofe classica né tesi scolastica né chiarezza compositiva né esposizione… Continua a leggere

PARTE 5 ALTRE NOTE DI LETTURA di AUGUSTO BENEMEGLIO


LA BELLISSIMA DAMA

E siamo a Fedor Sologub scrittore e poeta russo nato Pietroburgo nel 1863 e morto a Leningrado nel 1927, autore del celebre “ IL DEMONE MESCHINO“, scritto nel 1905 ( ma in Italia è cominciato a circolare solo negli anni del secondo dopoguerra). Io credo che lo lessi giovanissimo nei primi anni del 1960, ma praticamente non lo compresi , era scritto in forma cupamente realistica , ma era un libro, un romanzo eminentemente simbolico, possiamo dire uno dei cardini del simbolismo. E non v’ha dubbio che la poesia della Balbinot sia soprattutto simbolica, come hanno osservato molti recensori, poi c’è anche chi parla di barocco spagnolo (?),, poesia crepuscolare (doppio sic!) , espressionistica, , romantica, gotica , che deve molto alle arti visive, al surrealismo e ,più precisamente, alla “geometria del cuore” . Si parla , giustamente, di Poe, di Benn, di Campana, di Arnold Bocklin.
Ma che c’entra Sologub?
Il mondo, ci dice questo esploratore di gorghi pschici manicheo russo, è una creazione malvagia di Dio. La materia è un vortice inesorabile che tutto risucchia e intorbida. Dietro una candida Dulcinea c’è un’immonda Aldonza. M alla dannazione di una sensualità maligna c’è il riscatto nella sfera della fantasticheria, del sogno platonico e idealistico dell’IRRAGGIUNGIBILE PUREZZA, che spesso vagheggiano i personaggi poetici di Dominique.
Come il più grande poeta dell’epoca d’argento russa, Alexsandr Blok, inseguiva disperatamente la Bellissima Dama, gemma dello Spirito , Continua a leggere

PARTE 3 DI NUOVE ANNOTAZIONI a cura di AUGUSTO BENEMEGLIO


Partendo da alcuni versi della silloge , “E tutti quegli azzurri fuochi “ di Villa Dominica Balbinot, facciamo un giochino iperletterario , facendo scorrere rapidamente alcuni riferimenti ( in qualche modo, interstuali ) , a partire proprio dagli albori del 20° secolo:
Nel 1901, Matthew Phipps Shiel, scrittore nato nelle Indie Occidentali nel 1865 e morto a Londra nel 1947, pubblica “The purple cloud”) , La Nube Purpurea ( da noi arriverà, tradotto in italiano, solo nel 1924), un libro ipnotico, come tutti i libri fantascientifici che prospettano apocalissi e utopie, in cui giovani uomini , creature immensamente calde consumano e mangiano di tutto, e a causa di ciò secernono continuamente delle sbarre di carbonio, che formano nell’aria una nube tossica violacea, che sterminerà la razza umana .Adam, il protagonista, unico sopravvissuto vagherà per la terra vuota , Londra , Bombay , Parigi , finché nel finale incontrerà l’ultima donna dell’umanità…. Certissimamente Shiel conosceva Poe, come lo conosce la Balbinot.

I versi che – secondo me – richiamano questo libro , uno dei primi “fantascientifici” ( ma come stiamo vedendo, la realtà talora supera la fantascienza), sono tratti dalla poesia “

” Oltre quella perseguitazioni”

Al di là delle forme di indaco del delta, Continua a leggere

RECENSIONE DI FRANCO DI CARLO sulla raccolta ” E TUTTI QUEGLI AZZURRI FUOCHI”


Questa nuova quarta raccolta poetica di VILLA DOMINICA BALBINOT “E TUTTI QUEGLI AZZURRI FUOCHI” si distingue nettamente per la sua ricerca stilistica e formale.
Infatti è qui, in “quel qualcosa di scritto”, che questa poesia presenta la sua originalità e singolarità: nella utilizzazione, quasi completa variegata e polivante, del sistema espressivo, Continua a leggere

ALCUNE MIE POESIE SU “POETARUMSILVA”


Ecco il link a cui potete andare se interessati alla lettura di alcune mie poesie scelte dalla redazione Continua a leggere

ALCUNE MIE POESIE su REBSTEIN di FRANCESCO MAROTTA


Aggiungo qui il link che riporta a una selezione dei miei testi più recenti scelti autonomamente dal creatore di rebstein – e poeta e traduttore- FRANCESCO MAROTTA..

https://rebstein.wordpress.com/2019/02/11/quegli-azzurri-fuochi/#comment-66219

Ringrazio molto FRANCESCO MAROTTA per la grande disponibilità Continua a leggere

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