ERA INVERNO ( INCIPIT)


Era inverno, ancora, un altro rigido plumbeo inverno . e giorni illividiti si succedevano indistinti attorcigliandosi come contorti in un ammasso informe, stranamente similari alla poltiglia scivolosa che ben presto si sarebbe indurita su ogni limitata superficie lasciata libera dalle precedenti nevicate.
I due grossi felini neri cercavano di starsene vicini , stretti in quell’algore che subito- dopo una breve illusoria fase di disgelo-aveva ripreso con più forza a imperversare, accompagnata come era quella caduta incessante di grosse falde nevose – da diaccie folate di vento che pareva provenissero dalle zone artiche: in alcuni momenti particolari della giornata. per via dell’angolo molto appartato e estremo Continua a leggere

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QUELLA VOLTA ( prime 6 parti)


 Quella fu la mattina in cui,proprio al di sotto di un materassino di gommapiuma rivestito di una specie di rivestimento multicolore che pareva fin incollato nonostante una cerniera attestasse che si trattava di un coprimaterasso di quelli sfoderabili– vi erano disegnati grandi fiori anonimi di quelli stampati in serie su un fondo giallastro di un tessuto rasposo ma certo lavabile a grandi temperature- e proprio in corrispondenza della zona dove tre cuscinetti di minimo spessore, dei cuscinetti leziosi da camere di bambine- e tutti nella tonalità del violaceo virante sul rosa garanza -venivano d’abitudine malamente ingolfati anzi insaccati con un gesto di vera furia in una federa incolore di misura standard e dalla trama lisa per farne una specie di poggiatesta come da ordine impartitole Continua a leggere

IL GIORNO DOPO (1-2-3 )


Il giorno dopo la partenza del fratello e della sua famiglia-.lasciata una pausa ragionevole per non rischiare di incappare in incontri che certo avrebbero evidenziato tensioni pronte a deflagare al minimo spunto –perfino quelli lontani anni luce da  una qualsivoglia plausibilità e  ragionevolezza pronti a esplodere in quell’atmosfera artificiosamente leziosa  determinata   dagli stessi paesaggi di  una campagna arcadicamente immota e come  rarefatta  nella  pesantezza  dell’aria di una idilliaca domenica agostana – Continua a leggere

QUELLA VOLTA (5)


Pur mantenendo la coordinazione esatta dei gesti e del programma di lavoro, anche in quella giornata particolare sistemati i primi due lati Bruna fece anche quella volta un intervallo, aprì la porta d’entrata chiusa oltre che con il chiavistello con unsistema di sicurezza a asta metallica- il sistema tipico di vecchie cascine e abitazioni rurali- per portare all’esterno- e poi batterlo- lo zerbino che era alla base della scalinata dai gradini di pietra¬ che Continua a leggere

IL TALE, L’AUTISTA


Il cieco scendeva sempre alla pizzeria detta oasi e poi, dopo essersene stato un po’ lì ma non troppo e anche misteriosamente per chi non lo conosceva a fondo- oltretutto diceva che i proprietari erano dei suoi parenti alla lontana, ed era quello il motivo per cui si fermava ogni volta lì, come andasse a finire in un luogo sicuro e familiare, Continua a leggere

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