COME UNA ESTINZIONE PICCOLA


Sulla linea netta delle colline
-nella quiete dei grandi spazi-
(con sulle sponde le radici immerse dei cipressi)
vi era come una organica disperazione
piena di significato, Continua a leggere

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LA NOTTE CHIARA ERA APERTA A TUTTI


“La notte chiara era aperta a tutti,
vi era una luce rigida e magnetica,
nei riflessi insostenibili di un acciaio levigato,
– nella fluidità indefinibile
di un cielo da catechismo…

Avrebbero potuto credere
che stessero poi discutendo di un delitto,
e con i ragionamenti delle scienze esatte Continua a leggere

ESSI TENTAVANO ALLORA


Essi tentavano allora
il deserto dell’aria,
una secrezione ultima
contro la degenerescenza lenta
le diluviane piogge,
quegli scheletri vivissimi
di alberi calvi
[ E oltre questi passaggi, le suture
le glandole tutte Continua a leggere

DI ALBERI COME RIVERSI


…E la voce si levò luttuosa
– e si snervò
come se un fascio di muscoli
fosse stato sezionato…
[ quella mano cadde verticalmente
simile alla mano d’alabastro di Amleto…]

In quelle bianche dimore rigide
crescevano sparse le altee rosate, Continua a leggere

NOTE BREVI di AUGUSTO BENEMEGLIO ( su articolo dedicato a miei testi su NEOBAR.NET)


Ed ecco le note di Augusto Benemeglio sull’articolo ““E IN UN MONDO DI GRANDEZZA OPACA”a proposito dei miei testi postato sul sito NEOBAR.NET
AUGUSTO BENEMEGLIO :”cara Dominique, tu mi inviti ad entrare in un castello che già conosco e di cui ho parlato tante volte. cosa potrei dirti, se non ripetermi, come un vecchio disco in vinile ormai usurato? Ti rileggo sul blog del grande amico Abele: Laboriosa cura attenzione intensità bellezza e grandezza madreperlacea, veli trasparenze tenebra sensualità intima recondità stanze e paesaggi danteschi Continua a leggere

LA LEVIGAVA NEL PROPRIO VENTO


“Quella luce del gennaio era una sorta
di azzurro teso,
tutto immerso nell’inerte elemento dell’aria…
[E noi rientrammo,
sotto una luna color calendula,
le mani nostre erano pallide]

Ecco l’evento Continua a leggere

NOTA CRITICA DI ROBERTA DE LUCA ( su NEOBAR)


TRA PARENTESI, IN CORSIVO
.
Poesie 2016 e 2017 di VILLA DOMINICA BALBINOT

Non mi era mai capitato di leggere poesie come quelle di Dominique Villa. Mi colpisce prima di tutto la struttura metrica fortemente connessa all’aspetto grafico. I testi sono delle canzoni libere,scritte in grassetto e percorse da parentesi tonde, qualche parentesi quadra, trattini, versi in corsivo, virgolette, puntini di sospensione, con suddivisione indue o più stanze di lunghezza varia. Questo primo livello di lettura, anzi di pura visualizzazione, impatta immediatamente su chi legge e si configura quale passaggio obbligato per giungere al significato dei componimenti. Mentre le parole tra i trattini
assumono una funzione chiarificatrice di quanto la poetessaha appena esposto, le parentesi contengono versi che aggiungono ulteriori immagini a quelle già rappresentate, amplificando o approfondendo un paesaggio e un’idea, tanto da costituire, lette di seguito senza il resto, una poesia nella poesia. Le parole o i versi in corsivo finiscono con l’essere più importanti e decisivi del testo in grassetto e spesso introducono in un inquietante risvolto della medaglia. Le virgolette circoscrivono discorsi diretti liberi o mediati dall’io lirico, Continua a leggere

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