VUOL VEDERE PRAGA D’ORO?di Bohumil Hrabal ( repost)


praga-doro

Il signor Tonda era in piedi sulle ombre del parco e giocherellava con le dita con il bicchierino nel quale il distillato risplendeva come un anello d’ambra. Gli altri guardavano il tetto obliquo della serra da cui la luna lanciava riflessi come dalla gora di un mulino.
“Che altri pazienti avete ancora?”chiese l’assicuratore capo.
“Con il signor Kilius c’è ancora Golian, il virtuoso di violino”. Il custode schioccò la lingua…” La moglie gli scappò con un aiuto barbiere che, anche lui, suonava il violino, ma era soltanto un principiante…”
” Ma guardate un po’ che cosa fa impazzire la gente, alle volte” sospirò Tonda.
” Nel caso del signor Golian è stato il contrario! Per lui la causa non è stato il fatto che la moglie gli sia scappata, ne era felice, ma le ghiandole, quelle maledette ghiandole!- si lamentò il custode…” Il signor Golian si era fidanzato con una maestra di lavoro manuale e quella, con i suoi ideali, lo ha rovinato. Lei portava quel virtuoso di violino all’aria aperta, lungo la Moldava, e gli dipingeva il bel futuro che li aspettava, entrambi, tanto che il signor Golian ha preferito arretrare nel periodo terziario ed è diventato matto. Quella maestra di lavoro manuale, sotto l’impressione del tramonto, parlava con entusiasmo di come sarebbe stato bello un giorno quando tutti e due avrebbero avuto sessant’anni e le passioni si sarebbero smorzate e di come, d’estate, si sarebbero comprati trenta quintali di carbone per poi, d’inverno, accendere per bene il fuoco nella stufa e lei, la maestra di lavoro manuale, si sarebe infilata nel letto e gli avrebbe letto, ad alta voce, Jirasek…
E di fronte a questo bel futuro, al signor Golian cominciarono prima a tremare le mani al punto che non riusciva più a reggere l’archetto, poi non riusciva più a contenere la saliva e l’urina e alla fine gli si paralizzarono le gambe…certo che la ditta Krohn Brothers si fa onore, lo ha preparato proprio come si deve!” esclamò il custode schioccando la lingua come se incitasse i cavalli.
Poi versò il resto del distillato.
( brano tratto dal racconto BAMBINI DI PRAGA 1947)

brano tratto dal racconto L’AUTOMAT MONDO

Sulla parete di vetro della tavola calda automat scorrevano i fili argentei della pioggia serotina, sulla piazzetta alcuni passanti camminavano piegati in avanti proteggendosi col cappello o con l’ombrello.
Nella tavola calda automat giungeva dalla saletta del primo piano una musica gaia e un chiacchericcio che esplodeva in risate sfrenate.
La signora del banco di mescita spillò la birra nei boccali e andò alla toilette.
Aperta la porta, a un metro dal plancito penzolavano delle scarpe traforate, poi delle gambe che si infilavano in una gonna a scacchi gialli e rossi, una giacchetta con delle mani molli che uscivano dalle maniche e una testa di ragazza rovesciata sul risvolto della giacca…
Una ragazza impiccata con la cintura del montgomery alla maniglia del finestrino di ventilazione.
” Be'” disse la signora della mescita, poi portò una scaletta a libro, una commessa sollevò l’impiccata e la signora della mescita, con il lungo coltello per affettare il salame, la staccò. Si gettò la ragazza sulle spalle e la portò dietro il banco di mescita, in un’alcova, la depose sul tavolo da lavoro e allentò la cintura strangolatrice.
Alzò gli occhi.
Dietro alla parete di vetro dell’automat c’era , sotto la pioggia, un uomo immobile che fissava il tavolo da lavoro.
La signora della mescita tirò la tendina

Ho estrapolato questi due brevi brani tratti dalla raccolta di racconti a opera dell’autore ceco Bohumil Hrabal ( 1914-1997, morto per suicidio durante un ricovero ospedaliero, ma la notizia poi propagandata è stata quella di una sua caduta accidentale da un balcone dopo avere tentato di dare da mangiare a dei piccioni) e intitolata VUOL VEDERE PRAGA D’ORO?
Questo autore è stato per me una vera rivelazione, quando leggevo notizie sulla sua produzione letteraria e ciò che di lui trapelava nel rispondere a domande dirette durante le interviste sulle pagine culturali mi affascinava e mi intrigava, era ricco, spiazzante, vitalistico,finanche strabordante, oltre a lasciare tracce di testimonianza in prima persona di
epoche storiche contrassegnate da poteri totalitari e traumatici ai quali si oppose anche con il suo stesso scrivere.
E in questi giorni , leggendo appunto per la prima volta questa sua raccolta, poso dire che le mie “sensazioni a pelle” verso questo autore sono pienamente confermate: lo trovo sulfureo, amaragnolo, crudo e nel contempo poetico, capace di trarre spunti di totale visionarietà pure con un che di magico nella rappresentazione di vite “piccole” e forse anche miserabili, la sua la trovo una grandiosità epico-popolare che svela un sottofondo sempre presente di macelleria, riferimenti funebri, crudeltà e ossessioni malsane e spesso grottesche viste come contraltare di pulsioni potenti e tremendamente vitali.
Bohumil Hrabal :un autore che vale, un autore che si ama.

VILLA DOMINICA BALBINOT

Dal risvolto di copertina della raccolta di racconti intitolata” Vuol vedere Praga D’oro?”( edizioni Guanda, sulla copertina l’immagine iintitolata”particolare de la Torre de L’orologio di Praga, la stessa immagine che “rappresenta “questo post)
“la bottega di un macellaio, le orge fallite in un albergo, un mercante di pelli che ha la mania di dipingersi la casa ( mobili compresi) una scuola di ballo senza donne dove poliziotti e beccaio ballano insieme, una festa della poesia in un magazzino delle pompe funebri … Sono alcuni dei personaggi e delle storie scelti da Hrabal per rivelarci un mondo tragico, ridicolo, e così autentico da rasentare il surreale…
” alle spalle di questi racconti sta un incanto segreto e impalpabile,
quello che lo stesso autore ha definito “l’ironia praghese”, vale a dire una raffinata commistione di drammaticità e umorismo bizzarro, che richiama alla mente Kafka e Hasek, i due padri spirituali dell’autore”.

Questo mio articolo comparso per la prima volta su VDBD
Ecco il link:

https://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/10/09/dominica-8/

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Una Risposta

  1. un grazie per la lettura a : manugia-figliadeifiori.

    un saluto.

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