NOTA CRITICA DI ROBERTA DE LUCA ( su NEOBAR)


TRA PARENTESI, IN CORSIVO
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Poesie 2016 e 2017 di VILLA DOMINICA BALBINOT

Non mi era mai capitato di leggere poesie come quelle di Dominique Villa. Mi colpisce prima di tutto la struttura metrica fortemente connessa all’aspetto grafico. I testi sono delle canzoni libere,scritte in grassetto e percorse da parentesi tonde, qualche parentesi quadra, trattini, versi in corsivo, virgolette, puntini di sospensione, con suddivisione indue o più stanze di lunghezza varia. Questo primo livello di lettura, anzi di pura visualizzazione, impatta immediatamente su chi legge e si configura quale passaggio obbligato per giungere al significato dei componimenti. Mentre le parole tra i trattini
assumono una funzione chiarificatrice di quanto la poetessaha appena esposto, le parentesi contengono versi che aggiungono ulteriori immagini a quelle già rappresentate, amplificando o approfondendo un paesaggio e un’idea, tanto da costituire, lette di seguito senza il resto, una poesia nella poesia. Le parole o i versi in corsivo finiscono con l’essere più importanti e decisivi del testo in grassetto e spesso introducono in un inquietante risvolto della medaglia. Le virgolette circoscrivono discorsi diretti liberi o mediati dall’io lirico, Continua a leggere

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NOTE CRITICHE E POESIE RECENTI SU NEOBAR


Posto qui un link da dove si può visualizzare – e leggere- un insieme di mie poesie recenti con le la nota introduttiva di ROBERTA DE LUCA e alcune considerazioni di ABELE LONGO , creatore del ricco sito NEOBAR.NET

Colgo l’occasione di ringraziare molto e anche qui i generosi – e attenti-responsabili e creatori , e anche i generosi interventi succedutesi.

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NOTE CRITICHE di GIACOMO CERRAI su “IMPERFETTA ELLISSE”


“Villa Dominica Balbinot mi ha mandato questi testi qualche tempo fa, chiVilla Dominica Balbinotedendomi che ne pensassi. Li ho letti con un certo interesse, perché indubbiamente escono un po’ dagli schemi, se si va oltre una impressione non del tutto peregrina di forme crepuscolari innestate con dosi massicce di simbolismo. Il primo appunto che ho preso, scritto a margine, è stato per la verità “poesia barocchetta”. Volendo forse significare con questo non solo una scrittura con forti circonvoluzioni e priva di spazi aperti ma anche dove il paesaggio, inteso in senso lato sia come naturale che umano, si defila, a favore della costruzione, o si rappresenta come un fondale o una quinta, in una maniera che mi ricorda l’ Isola dei morti di Arnold Böcklin. In realtà qui, restando al barocco, c’è sì molta complessità ma poco capriccio, perché il tema o quanto meno l’atmosfera prevalenti sono compatti e concentrati, Continua a leggere

LA CRITICA di GIACOMO CERRAI sul sito “IMPERFETTA ELLISSE”


Posto qui il link al sito “IMPERFETTA ELLISSE” dove la raccolta delle poesie dal titolo “I FIORI ERANO FERMI- E LONTANI“ha avuto una critica approfondita da parte di GIACOMO CERRAI.
Ecco:

http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/933-Villa-Dominica-Balbinot-inediti-da-I-FIORI-ERANO-FERMI-E-LONTANI.html#extended Continua a leggere

RECENSIONE di DORIS EMILIA BRAGAGNINI su neobar


Poesia “estrema, apocalittica, mistica, numinosa, oscura, divinatoria, seducente, sconcertante, impervia, trascendente, vertiginosa… “ solo alcuni degli aggettivi attribuiti, da accreditati estimatori, alla fervida espressività dei versi di Villa Dominica Balbinot.

In più occasioni maggiormente comparata con Lautréamont, Baudelaire, Mallarmé, la poesia di Villa Dominica Balbinot è territorio da cui difficilmente si esce senza ferirsi, senza essere rimasti in qualche modo sconcertati o affascinati. E’ qualcosa che sfiora corde profonde, che attraversa, o che più precisamente ci proietta in un attraversamento sapientemente modellato al fine di “sospenderci” in un luogo dove l’io poetico, è quel granello fermo al limite centrale della strettoia interconnessa tra i bulbi di una simbolica clessidra. Limite, punto di contrappasso, Continua a leggere

CRITICA SU “BLANC DE TA NUQUE” del 18 gennaio 2016( e mie osservazioni a riguardo)


RECENSIONE DEL CRITICO STEFANO GUGLIELMIN

Sospeso tra l’inferno vero e la compiuta fine del mondo terrestre, l’io drammatico di Quel luogo delle sabbie (autoprodotto, 2015) ci conduce nell’esperienza mistica della crocifissione, dove caduta, sfacelo e contagio, carezzando l’aria con il loro terrore bluastro, gli danno piacere. A ragione, Augusto Benemeglio (Liberolibro.it, 22/12/14) scrive che Villa Dominica Balbinot è una poetessa “che reca in sé le stimmate da primo romanticismo germanico, della tenebrosità, il senso dell’orrido e della funerea desolazione, ma anche quello decadente di Baudelaire, sempre sospeso tra la benedizione celeste e quella diabolica”. Sembra infatti uscito da una teca ottocentesca questo libro densissimo e inquietante, Continua a leggere

CRITICA SU “POETARUM SILVA” del 17-01-2015



“Solo le morte torri” – Inediti di Villa Dominica Balbinot

È il tempo verbale dell’imperfetto indicativo a prevalere in questi inediti di Villa Dominica Balbinot, a delimitarne i poli, ben visibili nella loro versione ‘pura’ e nel loro mescolarsi in varie gradazioni, tra descrizione e narrazione, tra vertiginosa resa di un manifestarsi impietoso e racconto di un dis-farsi progressivo e inarrestabile. Se, tuttavia, l’irruzione dell’orrido («estensione terribile») si manifesta con un’intensità che «all’accerchiato umano» appare insostenibile, a questa si oppone una volontà energica, infuocata, di sollevazione, di moto contrario, che torna «a affermare / le sue condizioni di furore». La “vocazione teatrale” della poesia, Continua a leggere

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