NOTE DI LETTURA di MARCO ONOFRIO


Eccomi. Dunque, è una poesia strana di bellezza e bella di stranezza: parole che creano un mondo “altro” gemmandolo da profondità ancestrali, dove tutto lo spazio e il tempo entrano in gioco, innescando echi di risonanze tra macrocosmi e microcosmi interrelati. Una poesia che si espande in una dimensione mercuriale, uranica e terrestre, magmatica e ghiacciata al tempo stesso. C’è un fondo di cristallo che illumina da dentro la parola, collegandola alle radici del cielo e rendendola affilata, Continua a leggere

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INTERVENTI E MIE RISPOSTE SU NEOBAR


INTERVENTI E MIE RISPOSTE SU NEOBAR

ABELE LONGO

| maggio 16, 2018 at 14:49 | Rispondi
La poesia di Dominique crea tutto un mondo, frutto di laboriosa cura e scultura, come sottolinea Roberta. Un mondo di una bellezza (grandezza) tutta sua, “opaca”, riprendendo il titolo della silloge; intendendo per opaca una poesia che non si lascia attraversare dalla luce ma ne riflette una sua, da intime e recondite stanze dai contorni volutamente velati.
VILLA DOMINICA BALBINOT | maggio 16, 2018 at 15:14 | Rispondi
caro Abele, ti ringrazio tanto per questa attenta “introduzione” e per l’insieme delle tue considerazioni( “cura e scultura”interessante ehh:-))
Il fatto che anche tu affermi “una bellezza( grandezza) tutta SUA/ una poesia che riflette una SUA luce mi convince e tende a ribadire una annotazione a cui tengo molto ,( come del resto a mio parere dovrebbe tendere ogni singolo aUTORE)quella di essere riuscita a creare una MIA VOCE personale, non omologata o simile o quant’altro pur nella difficoltà e nel rischio anche grande che ciò inevitabilmente comporta.
FLAVIO ALMERIGHI| maggio 16, 2018 at 19:36 | Rispondi
è bellissimo averti qui
VILLA DOMINICA BALBINOT | maggio 16, 2018 at 20:05 | Rispondi
ma, incredibile, Flavio, tu mi “turbi”( grazie molte) Continua a leggere

NOTA CRITICA DI ROBERTA DE LUCA ( su NEOBAR)


TRA PARENTESI, IN CORSIVO
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Poesie 2016 e 2017 di VILLA DOMINICA BALBINOT

Non mi era mai capitato di leggere poesie come quelle di Dominique Villa. Mi colpisce prima di tutto la struttura metrica fortemente connessa all’aspetto grafico. I testi sono delle canzoni libere,scritte in grassetto e percorse da parentesi tonde, qualche parentesi quadra, trattini, versi in corsivo, virgolette, puntini di sospensione, con suddivisione indue o più stanze di lunghezza varia. Questo primo livello di lettura, anzi di pura visualizzazione, impatta immediatamente su chi legge e si configura quale passaggio obbligato per giungere al significato dei componimenti. Mentre le parole tra i trattini
assumono una funzione chiarificatrice di quanto la poetessaha appena esposto, le parentesi contengono versi che aggiungono ulteriori immagini a quelle già rappresentate, amplificando o approfondendo un paesaggio e un’idea, tanto da costituire, lette di seguito senza il resto, una poesia nella poesia. Le parole o i versi in corsivo finiscono con l’essere più importanti e decisivi del testo in grassetto e spesso introducono in un inquietante risvolto della medaglia. Le virgolette circoscrivono discorsi diretti liberi o mediati dall’io lirico, Continua a leggere

NOTE CRITICHE E POESIE RECENTI SU NEOBAR


Posto qui un link da dove si può visualizzare – e leggere- un insieme di mie poesie recenti con le la nota introduttiva di ROBERTA DE LUCA e alcune considerazioni di ABELE LONGO , creatore del ricco sito NEOBAR.NET

Colgo l’occasione di ringraziare molto e anche qui i generosi – e attenti-responsabili e creatori , e anche i generosi interventi succedutesi.

Continua a leggere

RECENSIONI E NOTE CRITICHE SUI MIEI TESTI


Posto qui, in questo spazio specifico-l’elenco di tutti i link con cui potrete visualizzare i siti dove sono state postate mie poesie e anche – e soprattutto- i siti dove compaiono le recensioni e le varie note di lettura sui miei testi, in ordine cronologico Naturalmente sarà un raggruppamento in – si spera- costante aggiornamento. Ringrazio tuttii vari autori per la bella disponibilità avuta nei miei confronti

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/05/29/villa-dominica-balbinot-quattro-poesie/

http://rebstein.wordpress.com/2010/12/18/febbre-lessicale/

http://neobar.wordpress.com/2011/03/08/villa-dominica-balbinot-febbre-lessicale/ ABELE LONGO

http://poetarumsilva.wordpress.com/2011/10/09/editi-da-febbre-lessicale-dominica-villa-balbinot/ MORFEA Continua a leggere

MIA RISPOSTA ALLE NOTE CRITICHE DI GIACOMO CERRAI


Lo so che magari verrò tacciata di esagerazione per come mi trovo a ringraziare il critico Giacomo Cerrai ma devo ammettere che mi sento onorata di comparire nel suo sito, avendo io imparato a considerarlo uno dei più considerevoli per via degli articoli “scritti benissimo” da lui,qualità indubitabile che viene subito evidenziata in tutte le note oltre naturalmente alla altrettanto sottolineabile e sempre presente in ogni sua recensione ricchezza argomentativa e di lettura.Grazie per il complesso delle sottolineature . e per ogni singola sottolineatura.
Cominciando dall’inizio delle note, dall’accostamento di atmosfera con il famoso dipinto di BOCKLIN “L’isola dei morti” ammetto che non mi dispiace affatto , anzi lo trovo assai aderente anche perchè lo stesso Alfredo Bocklin definisce riassuntivamente la sua opera con un pensiero specifico”“Un’immagine onirica: essa deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe fare paura”.(Arnold Böcklin)
E anche “Tetra e affascinante”E queste sono note riportate sotto il quadro Continua a leggere

NOTE CRITICHE di GIACOMO CERRAI su “IMPERFETTA ELLISSE”


“Villa Dominica Balbinot mi ha mandato questi testi qualche tempo fa, chiVilla Dominica Balbinotedendomi che ne pensassi. Li ho letti con un certo interesse, perché indubbiamente escono un po’ dagli schemi, se si va oltre una impressione non del tutto peregrina di forme crepuscolari innestate con dosi massicce di simbolismo. Il primo appunto che ho preso, scritto a margine, è stato per la verità “poesia barocchetta”. Volendo forse significare con questo non solo una scrittura con forti circonvoluzioni e priva di spazi aperti ma anche dove il paesaggio, inteso in senso lato sia come naturale che umano, si defila, a favore della costruzione, o si rappresenta come un fondale o una quinta, in una maniera che mi ricorda l’ Isola dei morti di Arnold Böcklin. In realtà qui, restando al barocco, c’è sì molta complessità ma poco capriccio, perché il tema o quanto meno l’atmosfera prevalenti sono compatti e concentrati, Continua a leggere

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