RECENSIONE di DORIS EMILIA BRAGAGNINI su neobar


Poesia “estrema, apocalittica, mistica, numinosa, oscura, divinatoria, seducente, sconcertante, impervia, trascendente, vertiginosa… “ solo alcuni degli aggettivi attribuiti, da accreditati estimatori, alla fervida espressività dei versi di Villa Dominica Balbinot.

In più occasioni maggiormente comparata con Lautréamont, Baudelaire, Mallarmé, la poesia di Villa Dominica Balbinot è territorio da cui difficilmente si esce senza ferirsi, senza essere rimasti in qualche modo sconcertati o affascinati. E’ qualcosa che sfiora corde profonde, che attraversa, o che più precisamente ci proietta in un attraversamento sapientemente modellato al fine di “sospenderci” in un luogo dove l’io poetico, è quel granello fermo al limite centrale della strettoia interconnessa tra i bulbi di una simbolica clessidra. Limite, punto di contrappasso, Continua a leggere

PER RICORDARE NARDA FATTORI


Una nota di AUGUSTO BENEMEGLIO su NARDA FATTORI

1.Una forca per i poeti

I poeti ?
Sono scomodi i poeti figure/ da evitare domande sempre accese senza altare/ semantici silenzi e distrofie dell’io
Tutti i governi del mondo , diceva Apollinaire nel suo pamphlet “Le poète assassinè” , ammazzano almeno un poeta al giorno; all’eroe assassinato uno scultore innalza “una statua di nulla”. Del resto anche oggi , questi falsi profeti di metamorfosi assurde , dalle visioni primordiali, con l’impulso di oscure visioni, – i carboni del cielo, il Graal , le gole delle scimmie, le Upanishad, la Bibbia , proclamatori di angoscia e del grande dolore assoluto , questi poeti che si trovano ogni mattina al bar con la bocca/ piena di sassi/ col dolceamaro del primo caffè, volentieri s’impiccherebbero sulla pubblica piazza così, tanto per ammazzare il tempo e la solitudine , per uno spettacolo antico e sempre nuovo come la morte. Chissà che non venga varato un nuovo progetto di legge per erigere una forca su tutte le piazze dei paesi Continua a leggere

“FEBBRE LESSICALE ” su REBSTEIN di Francesco Marotta ( anno 2010)


FOTO su REBSTEIN
Sono alla ricerca di tutte note e interventi che riguardano miei testi, per salvare il complesso poi tutto su questo mio blog cumulativo villadominicabalbinot così avrò preziosa visione d’insieme e magari rileggendo ringrazierò interiormente per parole e considerazioni ricevute( che peso enorme su mia voglia di non deflettere mia passione mai potrò ringraziare abbastanza
Ecco il relativo link: Continua a leggere

LE BENEVOLE di Jonathan Littell


Fratelli umani, lasciate che vi racconti com’è andata. Non siamo tuoi fratelli, ribatterete voi, e non vogliamo saperlo. Ed è ben vero che si tratta di una storia cupa, ma anche edificante, un vero racconto morale, ve l’assicuro. Rischia di essere un po’ lungo, in fondo sono successe tante cose, ma se per caso non andate troppo di fretta, con un po’ di fortuna troverete il tempo. E poi vi riguarda: vedrete che vi riguarda. Non dovete credere che cerchi di convincervi di qualcosa: in fondo , come la pensate è affar vostro. Se mi sono deciso a scrivere, dopo tutti questi anni, è per mettere le cose in chiaro per me stesso, non per voi. A lungo uno striscia su questa terra come un bruco, nell’attesa della diafana e splendente farfalla che porta in sè. Continua a leggere

“IL QUINTO FIGLIO” di Doris Lessing ( Repost)


“A un osservatore lontano, se pure qualcuno si fosse preso la briga di osservarla, in mezzo a tanta gente che faceva di tutto per essere notata, Harriet avrebbe fatto l’effetto di una chiazza color pastello. Come in quadro impressionista, o in una fotografia truccata, la sagoma della ragazza pareva confondersi con ciò che le stava attorno. Harriet, che indossava un abito fiorito, si era messa vicino ad un grande vaso di foglie e fiori secchi. Pian piano l’occhio dell’osservatore avrebbe individuato i capelli scuri e ricci, pettinati senza alcuna concessione alla moda…gli occhi azzurri dallo sguardo dolce ma pensieroso…le labbra un po’ troppo strette.
I suoi lineamenti erano forti e onesti, e il corpo solido. Una giovane donna sana, che forse, sarebbe stata meglio in un giardino. Continua a leggere

” IL CAPRO ESPIATORIO” di AUGUST STRINBERG ( Repost)


” A nord di Holaveden , in una zona montagnosa, una piccola città sta sul fondo di una vallata; i monti dintorno la cingono come una muraglia, sicchè il sole sorge più tardi e tramonta prima di quanto dovrebbe. La muraglia non è però così alta da opprimere la città, anzi fa da barriera e la protegge dai venti, così vi regna sempre la calma. Le montagne sono spoglie, il paesaggio nudo, ma attraverso la città scorre un piccolo fiume con ontani alti e con giunchi, perciò i proprietari dei terreni che lo costeggiano possono stare seduti sui loro pontili, in piccoli padiglioni, a godersi il verde e l’acqua che scorre.
La città aveva avuto un tempo uno stabilimento termale famoso, e c’è ancora un padiglione con le pareti ricoperte di stampelle e bastoni appesi, memoria di cure riuscite. L’acqua è efficace come lo era prima, il farmacista l’analizza ogni anno, ma nessuno ne fa uso, giacchè più nessuno crede ormai nei suoi effetti.
Pensionati in età avanzata, vedove e malati hanno invece scoperto la piccola città senza ferrovia, Continua a leggere

“TUTTO TUTTO TUTTO E GLI ALTRI MONDI SOLLEVANO”di DYLAN THOMAS ( Repost)


Tutto tutto e tutto gli aridi mondi sollevano,

Piattaforma del ghiaccio, il solido oceano,

Tutto dal petrolio, dal pestare della lava.

Città di primavera, il fiore governato,

Ruota nella terra che fa girare in tondo,

Le città incenerite su una ruota di fuoco.

Eccoti qui mia carne, mio nudo compagno,

Mammella del mare, glandoluto domani,

Verme nello scalpo, picchettato e incolto.

Tutto tutto e tutto, amante della salma,

Magro come il peccato, midollo schiumante.

Tutto che è carne gli aridi monti sollevano.

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