QUELLO ERA IL GIORNO -brano breve( REPOST)


Quello era il giorno. Sarebbe stato il giorno,o almeno lo avrebbe dovuto essere- chissà ,mai.. doveva , doveva esserlo, dopotutto- si disse,lei avrebbe fatto tutto perchè lo potesse essere. E allora guardò attentamente il panorama , guardò minuziosamente quel panorama angolare, prospettico rispetto a ciò che si poteva scorgere dalla finestra della camera da letto – angolare anche essa e in alto rispetto a quella particolare abitazione stretta e rientrante- era ubicata in una superficie dall’aspetto vagamente similare a un trapezio sghembo Continua a leggere

Annunci

PICCOLO RITRATTO ( repost)


Le sembrava una montagna, una montagna di carne, con la parte inferiore- gli arti, con le cosce massicce come tronchi, o come zampe di elefante viste le dimensioni abnormi- che stranamente veniva definita da una dismisura strabordante a partire dei fianchi , fianchi che dato il diametro che si accentuava ai bordi rispetto al già ampio torace avevano l’aspetto di qualcosa di incongruo assemblato a casaccio, dato che la parte superiore sembrava di un’ altra misura, più sottile, anche se non di molto, solo di quel tanto che dava appunto un senso di disarmonia., Il maglione grigio di lana pesante rimaneva sollevato in alto, come le camicette a pancia nuda delle adolescenti alla moda..E le mani si notavano subito, mani delicate, quasi femminee( ecco di nuovo l’incongruo, ad una visione attenta ), la mano sinistra dal polso anch’esso sottile, e come affaticato dal peso di un orologio massiccio che riluceva dorato nel salone non troppo illuminato del bar-pizzeri: quello di sinistra sembrava quasi essere un polso spezzato, e riattaccato malamente, tenuto insieme dall’ orologio squadrato dalle maglie larghe, Continua a leggere

ERA INVERNO (4)


Rimise quella specie di brogliaccio sopra gli altri volumi-ah, ah …quella si poteva considerare la consequenziale eredità residuale della intera dinastia poi disseminata e frantumata,sospirò…un patrimonio spirituale dalla luttuosità cannibalica e onnivora, alla dura prova dei fatti invertebrato come una intelaiatura posticcia….uhmm… uhmm residuo di residui uhm .. bah Ma perchè sempre questi pensieri strani, non ortodossi … da ogni dove da ogni pertugio pensieri come topi portatori di infezioni, come punte di spillo a torturarla….ma perché mai? Perché proprio a lei solo a lei bah quei libri – e quelle foto- appartenenti alla figlia del proprietario della trancia,forse potevano dirle qualcosa … c’era da sperarlo forse tracce… tracce minimali residui da decifrare…forse solo …non sapeva non sapeva
A quel punto, smise le sue elucubrazioni, Continua a leggere

ERA INVERNO (3)


Con delle vecchie coperte cercò di approntare un giaciglio comodo e in posizione defilata rispetto a ogni manufatto pesante o spigoloso,ormai temeva gli allucinati scontri notturni del cane reso folle( questo era ciò che lei aveva cominciato a pensare dopo la furia distruttiva di cui aveva dato prova nel salotto) da quella sua accelerata condizione di cecità e di progressivo anchilosamento artritico, condizioni morbose che sempre più spesso lo obbligavano a gemere : e il suo era un gemere stridulo e anch’esso scomposto, le parevano grida umanoidi su un fondo di parossistico rabbrividimento generale Continua a leggere

ERA INVERNO (2)


Subito si era messa a trafficare nella vecchia stalla risistemata dai muratori serbi, che secondo la sua volontà avevano lasciato immutata nel complesso quella sua struttura in pietra massiccia ripulendone però al meglio le pareti dalle raffazzonate rabberciature di cemento e appianando con l’innesto di altre losanghe massicce il pavimento in ambedue le sue parti laterali, dato che si presentava grezzo e polveroso- di terra battuta- nella sua parte centrale scanalata- per il refluo di acque e delle deiezioni delle bestie lì allevate-rispetto ai due lati, uno dei quali lei lo aveva fin da piccola chiamato “la mangiatoia” per via di quel sopralzo inchiavardato-a mo’ di gradinata e delimitato da un’ asse di quercia ormai smangiata a metà e sopra lav quale faceva ancora bella mostra arrugginito un anello di notevoli dimensioni di quelli a cui un tempo si attaccavano i bovini.
A questo stesso anello molto spesso era stato lo stesso suo padre a tenere legata parecchio tempo addietro- nei suoi periodi di calore- la cagnetta randagia – sbucata fuori allupata chissà da quale mai frazioncina sperduta lì attorno, tra quelle innumerevoli sparpagliate come schegge attorte, quasi fossero esigui frammenti deflagrati in epoche ancestrali -e a casaccio-in quel vasto informe territorio boscoso e irto, di vallette amene e contrafforti aridi che nascondevano smottamenti e calanchi in caduta precipitosa, intervallati da ampi campi inselvatichiti. Continua a leggere

ERA INVERNO ( INCIPIT)


Era inverno, ancora, un altro rigido plumbeo inverno . e giorni illividiti si succedevano indistinti attorcigliandosi come contorti in un ammasso informe, stranamente similari alla poltiglia scivolosa che ben presto si sarebbe indurita su ogni limitata superficie lasciata libera dalle precedenti nevicate.
I due grossi felini neri cercavano di starsene vicini , stretti in quell’algore che subito- dopo una breve illusoria fase di disgelo-aveva ripreso con più forza a imperversare, accompagnata come era quella caduta incessante di grosse falde nevose – da diaccie folate di vento che pareva provenissero dalle zone artiche: in alcuni momenti particolari della giornata. per via dell’angolo molto appartato e estremo Continua a leggere

QUELLA VOLTA (1)


Quella fu la mattina in cui,proprio al di sotto di un materassino di gommapiuma rivestito di una specie di rivestimento multicolore che pareva fin incollato nonostante una cerniera attestasse che si trattava di un coprimaterasso di quelli sfoderabili– vi erano disegnati grandi fiori anonimi di quelli stampati in serie su un fondo giallastro di un tessuto rasposo ma certo lavabile a grandi temperature- e proprio in corrispondenza della zona dove tre cuscinetti di minimo spessore, dei cuscinetti leziosi da camere di bambine- e tutti nella tonalità del violaceo virante sul rosa garanza -venivano d’abitudine malamente ingolfati anzi insaccati con un gesto di vera furia in una federa incolore di misura standard Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: